Porte aperte in via Turri «L’integrazione è di casa»
di Gabriele Farina
Musica, cous cous e accoglienza vanno in scena nella sede reggiana della Cisl William Ballotta, segretario Emilia Centrale: «Noi non siamo contro nessuno»
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REGGIO EMILIA. Un gruppo con musicisti italiani, congolesi, ghanesi e guineani. Numerose mani di diversi colori che battono insieme, guidati dalle note. Tanti tavoli in cui si mangia insieme, dopo aver atteso la fine del Ramadan per rispetto degli amici musulmani. Sportelli aperti in cui persone di varie nazionalità si confrontano per avere informazioni sui propri diritti.
Ecco la risposta alla fiaccolata andata in scena ieri sera davanti al quartiere generale della Cisl. In via Turri 69 era stato studiato tutto per creare ponti di accoglienza, proprio mentre non molto distante, in contemporanea, si protestava per la redistribuzione dei richiedenti asilo. La contrapposizione tra le due iniziative è tanto forte che il segretario della Cisl Emilia Centrale, William Ballota, decide di non creare ulteriori divisioni.
«Non siamo contro nessuno – garantisce Ballotta – perché il nostro spirito è quello d’incontrarci e di stare insieme. Non abbiamo ripreso le preoccupazioni, seppur legittime, raccolte dai comitati. Pensiamo ci sia bisogno di mandare segnali d’integrazione. L’integrazione vera è quella che mandiamo stasera nel nostro piccolo. Vogliamo conoscere, stare insieme per confrontarci, essere all’interno delle regole, rispettate da tutti».
Parole subito tradotte nella pratica durante la festa. I gradi diminuiscono, si alza un leggero vento dopo il calore del giorno e continuano ad arrivare persone di tutte le etnie. In un tavolo si trovano turiste che parlano tedesco, in un altro giungono componenti della comunità di origine africana.
Un continente che, almeno nel mondo dei cartoni animati, fa subito pensare al Re Leone. Il piccolo Simba non c’è, ma lo spirito è quello di “Hakuna Matata”, ovvero “senza pensieri”. E Hakuna Matata è anche il nome della band fondata da Guethy Sini, originario della Repubblica Democratica del Congo. È residente nella città del Tricolore, come gli altri componenti del gruppo.
Le loro note si sentono bene mentre i tavoli si riempiono. A un certo punto appare l’assessore alla Città internazionale Serena Foracchia. Una presenza silenziosa, ma importante, dopo che diversi rappresentanti dell’amministrazione - compreso la stessa Foracchia – si erano detti profondamente contrari alla fiaccolata. Presente all’iniziativa anche l’assessore alla Sicurezza, Natalia Maramotti. Una risposta dai piani alti del Governo è quella che si augura Ballotta. «C’è bisogno di governare flussi inevitabili – assicura il segretario Cisl – e l’unica ricetta deve essere il rispetto delle regole. Le difficoltà vanno gestite: non è un problema di numeri, ma d’integrazione di queste persone».
Mentre parla, sale anche il gradimento per il cibo offerto durante la serata. Giunge dal Nord Africa, ma di fatto piace a tutte le latitudini: il cous cous. Le ore trascorrono veloci nella spensieratezza e alla fine ci sarebbe la voglia di continuare ancora. Magari la prossima volta e magari allargando la festa. «Siamo disponibili al dialogo anche con forze di destra – riprende Ballotta – anche se è chiaro che tutti si devono rendere disponibili a voler dialogare, stare insieme e integrarsi. L’unica ricetta possibile è l’integrazione».
Oggi si scoprirà a chi saranno affidati i nuovi richiedenti asilo dopo l'apertura delle buste in Prefettura e la Cisl lancia un messaggio. «Non possiamo cambiare le regole – conclude il segretario – ma possiamo mandare un messaggio d’integrazione. Per il resto, seguiremo le indicazioni che giungeranno da Roma e Bruxelles».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ecco la risposta alla fiaccolata andata in scena ieri sera davanti al quartiere generale della Cisl. In via Turri 69 era stato studiato tutto per creare ponti di accoglienza, proprio mentre non molto distante, in contemporanea, si protestava per la redistribuzione dei richiedenti asilo. La contrapposizione tra le due iniziative è tanto forte che il segretario della Cisl Emilia Centrale, William Ballota, decide di non creare ulteriori divisioni.
«Non siamo contro nessuno – garantisce Ballotta – perché il nostro spirito è quello d’incontrarci e di stare insieme. Non abbiamo ripreso le preoccupazioni, seppur legittime, raccolte dai comitati. Pensiamo ci sia bisogno di mandare segnali d’integrazione. L’integrazione vera è quella che mandiamo stasera nel nostro piccolo. Vogliamo conoscere, stare insieme per confrontarci, essere all’interno delle regole, rispettate da tutti».
Parole subito tradotte nella pratica durante la festa. I gradi diminuiscono, si alza un leggero vento dopo il calore del giorno e continuano ad arrivare persone di tutte le etnie. In un tavolo si trovano turiste che parlano tedesco, in un altro giungono componenti della comunità di origine africana.
Un continente che, almeno nel mondo dei cartoni animati, fa subito pensare al Re Leone. Il piccolo Simba non c’è, ma lo spirito è quello di “Hakuna Matata”, ovvero “senza pensieri”. E Hakuna Matata è anche il nome della band fondata da Guethy Sini, originario della Repubblica Democratica del Congo. È residente nella città del Tricolore, come gli altri componenti del gruppo.
Le loro note si sentono bene mentre i tavoli si riempiono. A un certo punto appare l’assessore alla Città internazionale Serena Foracchia. Una presenza silenziosa, ma importante, dopo che diversi rappresentanti dell’amministrazione - compreso la stessa Foracchia – si erano detti profondamente contrari alla fiaccolata. Presente all’iniziativa anche l’assessore alla Sicurezza, Natalia Maramotti. Una risposta dai piani alti del Governo è quella che si augura Ballotta. «C’è bisogno di governare flussi inevitabili – assicura il segretario Cisl – e l’unica ricetta deve essere il rispetto delle regole. Le difficoltà vanno gestite: non è un problema di numeri, ma d’integrazione di queste persone».
Mentre parla, sale anche il gradimento per il cibo offerto durante la serata. Giunge dal Nord Africa, ma di fatto piace a tutte le latitudini: il cous cous. Le ore trascorrono veloci nella spensieratezza e alla fine ci sarebbe la voglia di continuare ancora. Magari la prossima volta e magari allargando la festa. «Siamo disponibili al dialogo anche con forze di destra – riprende Ballotta – anche se è chiaro che tutti si devono rendere disponibili a voler dialogare, stare insieme e integrarsi. L’unica ricetta possibile è l’integrazione».
Oggi si scoprirà a chi saranno affidati i nuovi richiedenti asilo dopo l'apertura delle buste in Prefettura e la Cisl lancia un messaggio. «Non possiamo cambiare le regole – conclude il segretario – ma possiamo mandare un messaggio d’integrazione. Per il resto, seguiremo le indicazioni che giungeranno da Roma e Bruxelles».
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