Spaccio in due bar, la polizia li chiude
di Leonardo Grilli
Sospesa la licenza al “Piccadily” e al “Caffetteria 2000”, entrambe le attività sono finite nel mirino della squadra mobile
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REGGIO EMILIA. Continua la scia di locali chiusi dalla questura di Reggio Emilia per motivi di sicurezza e di ordine pubblico. Sabato 10 giugno infatti il personale della divisione polizia amministrativa e sociale della questura ha infatti notificato la sospensione della licenza nei confronti di due bar cittadini: il “Piccadilly” in viale Umberto I e il “Caffetteria 2000” in via Brigata Reggio n. 24/c.
Il provvedimento è stato adottato dal questore di Reggio Emilia, Isabella Fusiello, in ragione del fatto che la squadra mobile, nell’ambito dell’attività di indagini contro il traffico di cocaina, ha notato in più occasioni soggetti pregiudicati per spaccio presso questi esercizi pubblici.
Un controllo effettuato ad aprile presso il bar Piccadilly, poi, ha permesso di rinvenire e sequestrare nei bagni del locale un involucro contenente dieci grammi di cocaina. Un segno, secondo le indagini della polizia, della probabile attività di spaccio esercitata anche all’interno dell’esercizio commerciale. Tra gli avventori del bar Caffetteria 2000, invece, erano stati notati due cittadini albanesi e una cittadina rumena tratti in arresto, a maggio, per detenzione di oltre 500 grammi di cocaina in parte suddivisa in dosi e in parte in pregiati “sassi”. La cocaina “a sasso”, infatti, è una delle modalità di conservazione e distribuzione più pura e ricercata di questo tipo di stupefacente, che risulta compatto e pressato proprio come una pietra.
I provvedimenti di sospensione della licenza di somministrazione di bevande e cibi- della durata di dieci giorni per il Piccadilly e di una settimana per il Caffetteria 2000 – sono quindi stati adottati per la tutela dell’ordine e la sicurezza pubblica. Anche se i titolari non sono direttamente coinvolti nell’attività di spaccio, dalla polizia precisano comunque che sono per legge responsabili della selezione della propria clientela e delle condotte che vengono adottate all’interno dell’esercizio.
In particolare, prosegue la questura, si evidenzia che nessuna segnalazione è mai giunta alla polizia dagli esercenti, che pure avrebbero potuto notare qualche comportamento sospetto all’interno dei propri esercizi da parte di alcuni clienti considerati “fissi”.
Questa misura preventiva adottata dal questore serve dunque come monito per i titolari a una più attenta selezione della propria clientela e a una vigilanza maggiore e si inserisce nelle indagini condotte dalla Mobile per contrastare il traffico di cocaina.
Uno degli stupefacenti attualmente più diffuso, complice la domanda sempre alta e trasversale visti i costi più ridotti rispetto al passato, quando la coca era comunemente considerata solo la “droga dei ricchi”. Nelle scorse settimane, sempre per ragioni di ordine pubblico, il questore aveva disposto una sospensione della licenza, dal 20 al 26 maggio, anche per la discoteca Fonderia Italghisa. In quel caso all’origine del provvedimento c’erano stati ripetuti episodi di disordini e risse.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il provvedimento è stato adottato dal questore di Reggio Emilia, Isabella Fusiello, in ragione del fatto che la squadra mobile, nell’ambito dell’attività di indagini contro il traffico di cocaina, ha notato in più occasioni soggetti pregiudicati per spaccio presso questi esercizi pubblici.
Un controllo effettuato ad aprile presso il bar Piccadilly, poi, ha permesso di rinvenire e sequestrare nei bagni del locale un involucro contenente dieci grammi di cocaina. Un segno, secondo le indagini della polizia, della probabile attività di spaccio esercitata anche all’interno dell’esercizio commerciale. Tra gli avventori del bar Caffetteria 2000, invece, erano stati notati due cittadini albanesi e una cittadina rumena tratti in arresto, a maggio, per detenzione di oltre 500 grammi di cocaina in parte suddivisa in dosi e in parte in pregiati “sassi”. La cocaina “a sasso”, infatti, è una delle modalità di conservazione e distribuzione più pura e ricercata di questo tipo di stupefacente, che risulta compatto e pressato proprio come una pietra.
I provvedimenti di sospensione della licenza di somministrazione di bevande e cibi- della durata di dieci giorni per il Piccadilly e di una settimana per il Caffetteria 2000 – sono quindi stati adottati per la tutela dell’ordine e la sicurezza pubblica. Anche se i titolari non sono direttamente coinvolti nell’attività di spaccio, dalla polizia precisano comunque che sono per legge responsabili della selezione della propria clientela e delle condotte che vengono adottate all’interno dell’esercizio.
In particolare, prosegue la questura, si evidenzia che nessuna segnalazione è mai giunta alla polizia dagli esercenti, che pure avrebbero potuto notare qualche comportamento sospetto all’interno dei propri esercizi da parte di alcuni clienti considerati “fissi”.
Questa misura preventiva adottata dal questore serve dunque come monito per i titolari a una più attenta selezione della propria clientela e a una vigilanza maggiore e si inserisce nelle indagini condotte dalla Mobile per contrastare il traffico di cocaina.
Uno degli stupefacenti attualmente più diffuso, complice la domanda sempre alta e trasversale visti i costi più ridotti rispetto al passato, quando la coca era comunemente considerata solo la “droga dei ricchi”. Nelle scorse settimane, sempre per ragioni di ordine pubblico, il questore aveva disposto una sospensione della licenza, dal 20 al 26 maggio, anche per la discoteca Fonderia Italghisa. In quel caso all’origine del provvedimento c’erano stati ripetuti episodi di disordini e risse.
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