I sindacati Mac3: «Impugneremo i tagli»
Baiso, picchetto dei lavoratori contro i quattro licenziamenti nell’azienda ceramica: «Trattiamo, ma il lavoro non si tocca»
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BAISO. Una mattina di protesta contro i licenziamenti di quattro colleghi. Continua la battaglia delle maestranze della ceramica Mac3 di Baiso, impegnate nella trattativa con la proprietà per la ristrutturazione dell’orario e delle modalità di lavoro. Lunedì quattro dipendenti a tempo indeterminato della Mac3 (che conta in totale 44 operatori) sono stati informati del licenziamento, motivato con l’esubero di personale, e tre di loro hanno già ricevuto la lettera dell'azienda con la notifica del provvedimento. Parte dei lavoratori e la rappresentanza sindacale della Filctem Cgil hanno visto questa decisione come una reazione allo stop nelle trattative sui nuovi orari e hanno organizzato per la mattinata di ieri un picchetto di protesta contro i licenziamenti.
Una quindicina di dipendenti Mac3 hanno organizzato un piccolo presidio nel parcheggio della ceramica, a fianco della strada che da Baiso porta a Roteglia. Fra loro i quattro che rischiano il licenziamento. Per ora gli addetti coinvolti e il sindacato non hanno impugnato il provvedimento rivolgendosi al tribunale del lavoro, in attesa della ripresa delle trattative. «Siamo pronti a metterci al tavolo da subito. Se nella discussione rientrano anche i licenziamenti allora tutto si può risolvere, sennò ci muoveremo per vie legali per impugnare il provvedimento in tribunale –, spiegano i sindacalisti e gli operatori che hanno aderito al picchetto – Un conto sono le trattative, un altro licenziare delle persone. Oltretutto, fa specie lasciare a casa 4 persone a tempo indeterminato in un’impresa che ha in organico sia dei contratti interinali e sia dei tempi determinati».
La questione orari fa parte di una riflessione più ampia sullo stato di salute dell’azienda, che per la Filctem non è proprio florido e non da ora: «I bilanci sono pubblici e visibili a tutti: da anni c'è una situazione di difficoltà, e crediamo che i lavoratori abbiano sempre fatto la loro parte, facendo sacrifici senza cercare la rottura. Se però si arriva a dei licenziamenti, non ci stiamo».
La base della discussione era una ristrutturazione di orari e turni: «La proprietà ha chiesto di allargare i turni, adesso si lavora sino al venerdì sera a parte alcuni dipendenti che volontariamente lavorano al sabato mattina. La richiesta è di dare copertura al sabato, e noi eravamo pronti: abbiamo dato disponibilità a coprire i turni sino alle 20 del sabato sera tutte le settimane –, raccontano i lavoratori –. Abbiamo però messo dei paletti fissi sulla sicurezza, alcune linee produttive non possono essere sguarnite di personale, lasciando un solo addetto per linea come chiedeva l’azienda. Sarebbe pericoloso per l’incolumità di tutti. Siamo pronti a discutere per dare continuità all’azienda, ma a determinate condizioni». (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Una quindicina di dipendenti Mac3 hanno organizzato un piccolo presidio nel parcheggio della ceramica, a fianco della strada che da Baiso porta a Roteglia. Fra loro i quattro che rischiano il licenziamento. Per ora gli addetti coinvolti e il sindacato non hanno impugnato il provvedimento rivolgendosi al tribunale del lavoro, in attesa della ripresa delle trattative. «Siamo pronti a metterci al tavolo da subito. Se nella discussione rientrano anche i licenziamenti allora tutto si può risolvere, sennò ci muoveremo per vie legali per impugnare il provvedimento in tribunale –, spiegano i sindacalisti e gli operatori che hanno aderito al picchetto – Un conto sono le trattative, un altro licenziare delle persone. Oltretutto, fa specie lasciare a casa 4 persone a tempo indeterminato in un’impresa che ha in organico sia dei contratti interinali e sia dei tempi determinati».
La questione orari fa parte di una riflessione più ampia sullo stato di salute dell’azienda, che per la Filctem non è proprio florido e non da ora: «I bilanci sono pubblici e visibili a tutti: da anni c'è una situazione di difficoltà, e crediamo che i lavoratori abbiano sempre fatto la loro parte, facendo sacrifici senza cercare la rottura. Se però si arriva a dei licenziamenti, non ci stiamo».
La base della discussione era una ristrutturazione di orari e turni: «La proprietà ha chiesto di allargare i turni, adesso si lavora sino al venerdì sera a parte alcuni dipendenti che volontariamente lavorano al sabato mattina. La richiesta è di dare copertura al sabato, e noi eravamo pronti: abbiamo dato disponibilità a coprire i turni sino alle 20 del sabato sera tutte le settimane –, raccontano i lavoratori –. Abbiamo però messo dei paletti fissi sulla sicurezza, alcune linee produttive non possono essere sguarnite di personale, lasciando un solo addetto per linea come chiedeva l’azienda. Sarebbe pericoloso per l’incolumità di tutti. Siamo pronti a discutere per dare continuità all’azienda, ma a determinate condizioni». (adr.ar.)
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