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«Inizia il calvario di Anna Giulia» 

«Inizia il calvario di Anna Giulia» 

L’avvocato Miraglia: «Il tribunale dei minori con l’adozione l’ha resa orfana» 

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REGGIO EMILIA. «Non c'è da cantare vittoria, non c'è nulla da festeggiare: l'adottabilità di Anna Giulia Camparini è la sconfitta per la giustizia». L'avvocato Francesco Miraglia interviene sulla vicenda legata alla piccola di Reggio Emilia, ormai dodicenne, da dieci anni allontanata dai genitori e ora data in adozione con una sentenza del Tribunale dei minori. Il legale si è sempre battuto a fianco dei genitori di Anna Giulia, Gilda Fontana e Massimiliano Camparini, per riportare la bambina a casa. «La sentenza di adottabilità ha soltanto una valenza politica – sostiene Miraglia – emessa dal Tribunale dei Minori di Bologna solo per salvare se stesso e la propria faccia, in un caso in cui chiaramente si è fatto gli interessi di tutti tranne quelli di Anna Giulia».

Nel 2007 una perquisizione per droga (non trovata) nella casa della coppia fece scattare una segnalazione al tribunale dei minori di Bologna. La bimba fu tolta alla famiglia e da allora vi furono due rapimenti di Anna Giulia da parte dei genitori (nel 2010) poi finiti sotto processo per quei sequestri e l’innescarsi di una lunga battaglia legale per la bimba affidata prima ad un istituto poi ad una famiglia che ora l’ha potuta adottare. «Dichiarando adottabile Anna Giulia – prosegue l'avvocato – il Tribunale dei Minori di Bologna ha voluto salvare solo se stesso, non potendo ammettere di avere commesso un clamoroso errore giudiziario, che ha suscitato grande clamore, anche mediatico. Senza pensare al benessere della ragazzina, che adesso ormai è adolescente e come tutti i giovani che sono stati adottati sicuramente se non oggi, tra qualche anno, si porrà delle domande sulla sua famiglia di origine, cercherà in internet e scoprirà cosa hanno fatto i genitori per lei, arrivando pure ad assaggiare il carcere pur di riabbracciarla, ascoltando il suo grido di dolore: fu la piccola, ricordiamolo bene, a chiedere ai genitori di tornare a casa. Con loro stava bene, erano la sua mamma e il suo papà. Con loro era felice. Perché dunque strappargliela? Il lavoro del tribunale non fu certo egregio, il presidente poco dopo venne allontanato e mai si fece chiarezza sul sistema degli allontanamenti e dei successivi affidamenti familiari che avvenivano a quel tempo». «No – conclude l’avvocato Miraglia – il calvario di Anna Giulia non finisce con la sua adozione, semmai comincia proprio ora e quando scoprirà che è stata una pedina in un intreccio di interessi che nulla hanno a che vedere con il benessere suo e degli altri bambini, a chi andrà a chiedere conto se non al tribunale che l'ha resa orfana, pur avendo lei due genitori amorevoli? ».

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