Castelnovo monti
Le cicogne: «Calato il silenzio su punto nascite e Sant’Anna»
CASTELNOVO MONTI. «Nelle ultime settimane attorno al punto nascite è calato un silenzio assordante. La Regione tace. Il ministero tace. Se parla il comitato lo chiamate populismo. Se Bini protesta...
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CASTELNOVO MONTI. «Nelle ultime settimane attorno al punto nascite è calato un silenzio assordante. La Regione tace. Il ministero tace. Se parla il comitato lo chiamate populismo. Se Bini protesta dite che non aiuta. La nostra non vuole essere una polemica, ma ci chiediamo “Chi e che cosa aiuta?”». Così il comitato Salviamo le cicogne torna sulla questione del punto nascite dell’ospedale Sant’Anna.
«Le categorie dei medici si esprimono contro il punto nascite. Quelli locali non possono parlare. Le donne e i pazienti, o meglio “i clienti”, sono gli unici che ci rimettono in questa lunga diatriba sul punto nascite e sull’ospedale più in generale», spiegano le Cicogne che sottolineano come «il non riuscire a mantenere aperto un servizio essenziale come questo porterà inesorabilmente a implementare un meccanismo di svuotamento dei piccoli, ma per questo non meno importanti, ospedali di montagna e un conseguente spopolamento dei territori appenninici, togliendo diritti primari ai cittadini per salvaguardare i privilegi di chi opera in grandi presidi sanitari».
Il tutto nel più assoluto silenzio: «Le stelle stanno a guardare mentre al cittadino viene negato un diritto».
«Le categorie dei medici si esprimono contro il punto nascite. Quelli locali non possono parlare. Le donne e i pazienti, o meglio “i clienti”, sono gli unici che ci rimettono in questa lunga diatriba sul punto nascite e sull’ospedale più in generale», spiegano le Cicogne che sottolineano come «il non riuscire a mantenere aperto un servizio essenziale come questo porterà inesorabilmente a implementare un meccanismo di svuotamento dei piccoli, ma per questo non meno importanti, ospedali di montagna e un conseguente spopolamento dei territori appenninici, togliendo diritti primari ai cittadini per salvaguardare i privilegi di chi opera in grandi presidi sanitari».
Il tutto nel più assoluto silenzio: «Le stelle stanno a guardare mentre al cittadino viene negato un diritto».
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