Niente sconti di pena al barista
Baiso: accoltellò cliente, confermati i 4 anni e 8 mesi per tentato omicidio
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BAISO. Niente sconti di pena al barista Andrea Tamagnini, che all’inizio del 2016 aveva accoltellato un cliente del suo bar con una baionetta.
Ieri è stata confermata in Appello la condanna a cinque anni e sei mesi (4 anni e 8 mesi per tentato omicidio e 8 per il porto abusivo della baionetta).
Il pm ha chiesto di confermare la pena inflitta in primo grado e l’avvocato della parte civile Noris Bucchi ha ribadito che quell’episodio è da considerarsi un tentato omicidio. L’avvocato Paolo Bertozzi aveva presentato ricorso sostenendo che in realtà il reato dovesse essere derubricato in lesioni aggravate.
Il barista di Baiso colpì un cliente del suo locale, Tiziano Gatti di Carpineti. Era la sera del 12 gennaio 2016 quando tutto avvenne. Uno scontro verbale, inizialmente, all’interno del locale, per futili motivi. Al culmine di quel diverbio nel bar di Ca’Bartuchin, Tamagnini avrebbe detto a Gatti: «Vai fuori se no ti metto le mani addosso». Ed è fuori che l’aggressione si consumò. Tamagnini uscì impugnando una baionetta e con questa colpì il cliente all’altezza del petto, mandandolo in ospedale. Il tutto davanti ad alcuni testimoni.
Ma sul perché di quell’aggressione i punti di vista sono sempre stati divergenti. Per il barista 52enne del bar “Da Andrea” si trattò di legittima difesa: questa la tesi sostenuta nel processo di primo grado.
Dopo l’arresto il gip Giovanni Ghini aveva derubricato il fatto sostenendo che non c’era la volontà di uccidere. E prova ne era il fatto che la ferita, sebbene nei pressi del cuore, era stata minima. Il pubblico ministero Maria Rita Pantani aveva fatto ricorso ma il Riesame aveva confermato la tesi del gip derubricando a sua volta il reato in lesioni aggravate.
Nel processo con rito abbreviato il gup Antonella Pini Bentivoglio aveva invece accolto la tesi del tentato omicidio. (j. d. p.)
Ieri è stata confermata in Appello la condanna a cinque anni e sei mesi (4 anni e 8 mesi per tentato omicidio e 8 per il porto abusivo della baionetta).
Il pm ha chiesto di confermare la pena inflitta in primo grado e l’avvocato della parte civile Noris Bucchi ha ribadito che quell’episodio è da considerarsi un tentato omicidio. L’avvocato Paolo Bertozzi aveva presentato ricorso sostenendo che in realtà il reato dovesse essere derubricato in lesioni aggravate.
Il barista di Baiso colpì un cliente del suo locale, Tiziano Gatti di Carpineti. Era la sera del 12 gennaio 2016 quando tutto avvenne. Uno scontro verbale, inizialmente, all’interno del locale, per futili motivi. Al culmine di quel diverbio nel bar di Ca’Bartuchin, Tamagnini avrebbe detto a Gatti: «Vai fuori se no ti metto le mani addosso». Ed è fuori che l’aggressione si consumò. Tamagnini uscì impugnando una baionetta e con questa colpì il cliente all’altezza del petto, mandandolo in ospedale. Il tutto davanti ad alcuni testimoni.
Ma sul perché di quell’aggressione i punti di vista sono sempre stati divergenti. Per il barista 52enne del bar “Da Andrea” si trattò di legittima difesa: questa la tesi sostenuta nel processo di primo grado.
Dopo l’arresto il gip Giovanni Ghini aveva derubricato il fatto sostenendo che non c’era la volontà di uccidere. E prova ne era il fatto che la ferita, sebbene nei pressi del cuore, era stata minima. Il pubblico ministero Maria Rita Pantani aveva fatto ricorso ma il Riesame aveva confermato la tesi del gip derubricando a sua volta il reato in lesioni aggravate.
Nel processo con rito abbreviato il gup Antonella Pini Bentivoglio aveva invece accolto la tesi del tentato omicidio. (j. d. p.)
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