Reggio Emilia, i due vincitori del bando: «Offerte separate per un'accoglienza migliore»
Le strategie di Codeluppi (Dimora d’Abramo) e Maramotti (L’Ovile)
REGGIO EMILIA. A poche ore dall’apertura della buste sulla gestione dei richiedenti asilo sono arrivati anche i commenti dei presidenti capofila delle due cordate di cooperative: Luigi Codeluppi, presidente della Dimora d’Abramo, e Valerio Maramotti, presidente de L’Ovile. Delle dichiarazioni necessarie per chiarire il motivo di una storica divisione fra le due istituzioni reggiane dell’accoglienza e per ribadire che, di posti, non ce ne sono più.
«La decisione di partecipare al bando della prefettura con Madre Teresa, Coress e La Vigna, autonomamente rispetto ad altre cooperative e realtà associative – spiega Maramotti – risponde all’esigenza di poter meglio tener fede ai nostri principi ispiratori nell’ambito di una nuova articolazione del servizio che consenta di rispondere ancor meglio ai bisogni delle persone. Non c’è tra di noi alcuna sfida, ma, semmai, il desiderio e la volontà di concorrere, insieme e nel rispetto delle identità, a far sì che ai richiedenti asilo siano garantiti i migliori servizi. Anche se, purtroppo, non bastiamo complessivamente a coprire il fabbisogno indicato dal bando».
Una carenza che viene sottolineata a stretto giro anche da Codeluppi: «Dimora d’Abramo, insieme a Ceis, Papa Giovanni XXIII, Albergo Italia e cooperativa Ballarò, confermano tutto il loro impegno di servizio e, a fronte di possibili emergenze non coperte dalle offerte pervenute alla prefettura, si adopereranno per accrescere ulteriormente quelle possibilità di accoglienza che richiedono figure professionali, competenze e strutture diversificate. Tutte le realtà in campo si conoscono, si apprezzano e, così come hanno fatto in passato, collaboreranno nell’interesse dei richiedenti asilo, delle istituzioni chiamate ad una ineludibile accoglienza e dei cittadini».
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