«Il Carpineti senza campo deve lasciare l’Eccellenza»
Clamoroso annuncio della società sportiva che per 32 anni ha gestito l’impianto «Il Comune non ha definito i tempi, mancano i presupposti per continuare»
3 MINUTI DI LETTURA
CARPINETI. Il bando per gestire il campo non arriva, e così Carpineti dice addio al campionato di Eccellenza, dopo essere stata la prima squadra montanara a raggiungere la categoria.
L’Ac Carpineti, la storica società calcistica carpinetana che in questi anni ha portato la squadra appenninica dalla Terza categoria all’Eccellenza (la prima stagione si è conclusa con una brillante salvezza), ha annunciato la volontà di mollare l’attività invernale, non ritenendo «ci siano i presupposti per poter continuare con l’impegno della gestione di un campionato come l’Eccellenza».
Il problema? La gestione degli impianti calcistici della montagna, i più vasti e attrezzati dell’Appennino, da 32 anni affidati dal Comune all’Ac con tutti gli introiti e gli impegni del caso. Se in passato l’amministrazione aveva spesso utilizzato un affido diretto, dopo alcune novità legislative si è passati a un classico bando pubblico. Nel maggio 2016 è stata decisa una proroga sino al 30 giugno 2017, per consentire lo svolgimento del campionato, e in quell’occasione, sostiene il direttivo dell’Ac Carpineti, l’amministrazione «aveva comunicato che la futura assegnazione (dal 1 gennaio) sarebbe stata regolamentata in seguito ad emanazione di bando pubblico, i cui tempi dovevano essere scanditi con la pubblicazione entro settembre 2016, fine entro dicembre 2016 e definizione entro il primo trimestre 2017». Così non è stato. A gennaio sono iniziati gli slittamenti del bando e delle manifestazioni d’interesse (necessarie per poi partecipare al bando). E ora? «Recentemente è giunto il complesso ed articolato progetto, che comunque non definisce con certezza i tempi con il quale il nuovo soggetto conduttore andrà a gestire l’impianto», attacca la società.
«A pochi giorni dalla formalizzazione dell’iscrizione per il nuovo campionato, la società si trova con una manifestazione d’interesse presentata senza un impianto disponibile».
L’incertezza si riverbera sulla parte sportiva, con atleti e sponsor senza certezze e costi fissi da sostenere senza garanzie: l’iscrizione all’Eccellenza, ad esempio, costa circa ottomila euro da versare in tempi brevi. Il ritiro non significherebbe la chiusura della società, che almeno per ora rimarrebbe comunque in vita almeno per il Torneo della Montagna estivo. La vicenda prende anche pieghe politiche, con la minoranza Pd che attacca l’amministrazione guidata da Tiziano Borghi. «Siamo arrivati alla condizione surreale per cui, a pochi giorni dalla formalizzazione dell’iscrizione per il nuovo campionato, non è ancora chiaro a chi verranno affidati gli impianti», denuncia il circolo carpinetano. «Vogliamo spiegazioni sui ritardi inammissibili con cui è stato gestito il bando. Vogliamo sapere la ragione per cui è stata accordata una proroga nella presentazione delle domande in prossimità della scadenza». Infine, «vogliamo sapere dagli amministratori cosa credono che una società di dilettanti debba fare per operare nel nostro Comune: abbiamo letto il bando e ci sembra che alcune richieste siano francamente impossibili da esaudire e non possano essere sostenute nel medio e lungo termine», pungono dal Pd. (adr. ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’Ac Carpineti, la storica società calcistica carpinetana che in questi anni ha portato la squadra appenninica dalla Terza categoria all’Eccellenza (la prima stagione si è conclusa con una brillante salvezza), ha annunciato la volontà di mollare l’attività invernale, non ritenendo «ci siano i presupposti per poter continuare con l’impegno della gestione di un campionato come l’Eccellenza».
Il problema? La gestione degli impianti calcistici della montagna, i più vasti e attrezzati dell’Appennino, da 32 anni affidati dal Comune all’Ac con tutti gli introiti e gli impegni del caso. Se in passato l’amministrazione aveva spesso utilizzato un affido diretto, dopo alcune novità legislative si è passati a un classico bando pubblico. Nel maggio 2016 è stata decisa una proroga sino al 30 giugno 2017, per consentire lo svolgimento del campionato, e in quell’occasione, sostiene il direttivo dell’Ac Carpineti, l’amministrazione «aveva comunicato che la futura assegnazione (dal 1 gennaio) sarebbe stata regolamentata in seguito ad emanazione di bando pubblico, i cui tempi dovevano essere scanditi con la pubblicazione entro settembre 2016, fine entro dicembre 2016 e definizione entro il primo trimestre 2017». Così non è stato. A gennaio sono iniziati gli slittamenti del bando e delle manifestazioni d’interesse (necessarie per poi partecipare al bando). E ora? «Recentemente è giunto il complesso ed articolato progetto, che comunque non definisce con certezza i tempi con il quale il nuovo soggetto conduttore andrà a gestire l’impianto», attacca la società.
«A pochi giorni dalla formalizzazione dell’iscrizione per il nuovo campionato, la società si trova con una manifestazione d’interesse presentata senza un impianto disponibile».
L’incertezza si riverbera sulla parte sportiva, con atleti e sponsor senza certezze e costi fissi da sostenere senza garanzie: l’iscrizione all’Eccellenza, ad esempio, costa circa ottomila euro da versare in tempi brevi. Il ritiro non significherebbe la chiusura della società, che almeno per ora rimarrebbe comunque in vita almeno per il Torneo della Montagna estivo. La vicenda prende anche pieghe politiche, con la minoranza Pd che attacca l’amministrazione guidata da Tiziano Borghi. «Siamo arrivati alla condizione surreale per cui, a pochi giorni dalla formalizzazione dell’iscrizione per il nuovo campionato, non è ancora chiaro a chi verranno affidati gli impianti», denuncia il circolo carpinetano. «Vogliamo spiegazioni sui ritardi inammissibili con cui è stato gestito il bando. Vogliamo sapere la ragione per cui è stata accordata una proroga nella presentazione delle domande in prossimità della scadenza». Infine, «vogliamo sapere dagli amministratori cosa credono che una società di dilettanti debba fare per operare nel nostro Comune: abbiamo letto il bando e ci sembra che alcune richieste siano francamente impossibili da esaudire e non possano essere sostenute nel medio e lungo termine», pungono dal Pd. (adr. ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
