MENICHINI
«Il palo di Cesarini poteva cambiare questa partita»
di Cristiana Filippini
FIRENZE. Finisce con la Reggiana sotto la curva a ricevere l'applauso dei tifosi. Una Reggiana che esce dalla contesa a testa altissima.«Se pensiamo che eravamo partiti in ventotto - spiega il...
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FIRENZE. Finisce con la Reggiana sotto la curva a ricevere l'applauso dei tifosi. Una Reggiana che esce dalla contesa a testa altissima.
«Se pensiamo che eravamo partiti in ventotto - spiega il tecnico Leonardo Menichini - siamo arrivati tra le prime quattro e anche contro l'Alessandria abbiamo dimostrato che ce la potevano giocare».
Quanto ha pesato quel gol preso dopo pochim minuti?
«Gonzales è un giocatore illegale per questa categoria e la sua carriera parla per lui. A quel punto l'Alessandria ha fatto la partita che voleva sfruttando gli spazi. Nonostante tutto abbiamo tenuto aperta la partita e la soddisfazione migliore è stato l'applauso dei nostri tifosi a fine partita. Hanno capito che la squadra aveva dato tutto e ce lo hanno riconosciuto. E questa è la nostra grande soddisfazione, e personalmente sono orgoglioso di aver allenato questi ragazzi».
Ha qualcosa da recriminare?
«Qualcosa da recriminare c'è sempre. Un gol dopo cinque minuti diventa un macigno, però ci siamo riorganizzati e abbiamo continuato a macinare gioco. Poi ci mettiamo il rigore non dato e il palo di Cesarini, ma è andata così».
La vede come un'occasione persa?
«E' chiaro che quando arrivi in semifinale vedi l'obiettivo vicino. Ma quando arrivi a questo punto e logico che si incontrino squadre forti e spesso le partite vengono decise dagli episodi».
Cosa ha detto ai suoi ragazzi al rientro negli spogliatoi?
«Li ho ringraziati uno a uno per tutto quello che hanno dato perché è questo lo spirito che mi piace e che voglio. Detto questo ci sono stati anche degli errori e spesso vince la squadra che sbaglia meno».
A bocce ferme si inizierà a parlare di futuro?
«Con calma. Nei prossimi giorni parlerò con la società per decidere il futuro».
«Se pensiamo che eravamo partiti in ventotto - spiega il tecnico Leonardo Menichini - siamo arrivati tra le prime quattro e anche contro l'Alessandria abbiamo dimostrato che ce la potevano giocare».
Quanto ha pesato quel gol preso dopo pochim minuti?
«Gonzales è un giocatore illegale per questa categoria e la sua carriera parla per lui. A quel punto l'Alessandria ha fatto la partita che voleva sfruttando gli spazi. Nonostante tutto abbiamo tenuto aperta la partita e la soddisfazione migliore è stato l'applauso dei nostri tifosi a fine partita. Hanno capito che la squadra aveva dato tutto e ce lo hanno riconosciuto. E questa è la nostra grande soddisfazione, e personalmente sono orgoglioso di aver allenato questi ragazzi».
Ha qualcosa da recriminare?
«Qualcosa da recriminare c'è sempre. Un gol dopo cinque minuti diventa un macigno, però ci siamo riorganizzati e abbiamo continuato a macinare gioco. Poi ci mettiamo il rigore non dato e il palo di Cesarini, ma è andata così».
La vede come un'occasione persa?
«E' chiaro che quando arrivi in semifinale vedi l'obiettivo vicino. Ma quando arrivi a questo punto e logico che si incontrino squadre forti e spesso le partite vengono decise dagli episodi».
Cosa ha detto ai suoi ragazzi al rientro negli spogliatoi?
«Li ho ringraziati uno a uno per tutto quello che hanno dato perché è questo lo spirito che mi piace e che voglio. Detto questo ci sono stati anche degli errori e spesso vince la squadra che sbaglia meno».
A bocce ferme si inizierà a parlare di futuro?
«Con calma. Nei prossimi giorni parlerò con la società per decidere il futuro».
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