Profughi, Grillo attacca Reggio
di Leonardo Grilli
Un articolo a firma M5s rilancia le motivazioni della fiaccolata: «La piazza dei comitati va ascoltata»
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REGGIO EMILIA. Nella partita senza esclusione di colpi circa la presenza dei richiedenti asilo a Reggio Emilia, subentra a gamba tesa un nuovo concorrente: Beppe Grillo. Il comico e leader del Movimento 5 stelle, infatti, ha dato spazio sul suo cliccatissimo blog alle istanze dei pentastellati reggiani, proprio quando a livello nazionale la questione profughi occupa il centro del dibattito politico. E così la sede del nostro Comune si è ritrovata online, pubblicata nella gialla homepage del blog di Grillo, tra un post che spiega come il movimento non voti lo ius soli, il faccione riccioluto del celebre genovese e un video di Roberto Fico, presidente grillino della commissione parlamentare di vigilanza Rai.
È una legittimazione della fiaccolata a livello nazionale, che dona improvvisa visibilità al M5s reggiano. La firma, non a caso, è semplicemente “Movimento cinque stelle Reggio Emilia”: «Oltre 700 persone sono scese in piazza a Reggio Emilia al fianco di sette comitati di quartiere – comincia il post, riprendendo la manifestazione di lunedì sera – lo hanno fatto in maniera silenziosa e pacifica, senza bandiere e con una sola domanda portata sotto le finestre del sindaco Luca Vecchi (Pd): “Da 427 a 1095. Perché? ”. Sono scesi in piazza non “contro i profughi” come qualcuno vuole far erroneamente credere, ma per porre semplici domande».
I grillini però proseguono, schiaffeggiando il Comune sui numeri: «Reggio Emilia secondo gli accordi con il Governo doveva ospitare 427 richiedenti asilo, sono diventati 1095. Perché? Quanti sono i veri profughi? Quanti di questi sono migranti economici arrivati qui in maniera illegale? Lo vedremo tra due anni. Se non verrà loro riconosciuto lo status di profughi, verranno realmente rimpatriati? Chi ci guadagna? Non certo i richiedenti asilo realmente profughi». A quel punto il j’accuse si sposta su questioni locali, chiamando in causa alcune discussioni avvenute in Comune.
«Un anno fa – si legge – il consiglio comunale di Reggio Emilia approvò una mozione del Movimento 5 stelle per far sì che il gruppo di lavoro sul tema dei richiedenti asilo (coop, parrocchie, istituzioni, comitati, forze dell’ordine) informasse il consiglio comunale. Non è mai avvenuto. Nel 2015 presentammo esposti all’Anac e alla Corte dei Conti per chiedere trasparenza nella gestione dei fondi».
Immancabile infine, un attacco nei confronti degli utili ottenuti dalle cooperative che si occupano dei richiedenti asilo: «Negli anni, la coop bianca che gestisce l’accoglienza in provincia di Reggio ha aumentato i ricavi in maniera spaventosa (+900mila euro nell’ultimo anno), e diversi parroci fondatori l’hanno abbandonata polemicamente. La mancanza di risposte e trasparenza da parte del Comune non aiuta una seria politica dell’accoglienza. Chi è eletto nelle istituzioni deve ascoltare i cittadini. La piazza dei comitati va ascoltata, non demonizzata. Questo è il dialogo. Non mettere la testa sotto la sabbia e far finta che a Reggio come in Italia vada tutto bene».
È una legittimazione della fiaccolata a livello nazionale, che dona improvvisa visibilità al M5s reggiano. La firma, non a caso, è semplicemente “Movimento cinque stelle Reggio Emilia”: «Oltre 700 persone sono scese in piazza a Reggio Emilia al fianco di sette comitati di quartiere – comincia il post, riprendendo la manifestazione di lunedì sera – lo hanno fatto in maniera silenziosa e pacifica, senza bandiere e con una sola domanda portata sotto le finestre del sindaco Luca Vecchi (Pd): “Da 427 a 1095. Perché? ”. Sono scesi in piazza non “contro i profughi” come qualcuno vuole far erroneamente credere, ma per porre semplici domande».
I grillini però proseguono, schiaffeggiando il Comune sui numeri: «Reggio Emilia secondo gli accordi con il Governo doveva ospitare 427 richiedenti asilo, sono diventati 1095. Perché? Quanti sono i veri profughi? Quanti di questi sono migranti economici arrivati qui in maniera illegale? Lo vedremo tra due anni. Se non verrà loro riconosciuto lo status di profughi, verranno realmente rimpatriati? Chi ci guadagna? Non certo i richiedenti asilo realmente profughi». A quel punto il j’accuse si sposta su questioni locali, chiamando in causa alcune discussioni avvenute in Comune.
«Un anno fa – si legge – il consiglio comunale di Reggio Emilia approvò una mozione del Movimento 5 stelle per far sì che il gruppo di lavoro sul tema dei richiedenti asilo (coop, parrocchie, istituzioni, comitati, forze dell’ordine) informasse il consiglio comunale. Non è mai avvenuto. Nel 2015 presentammo esposti all’Anac e alla Corte dei Conti per chiedere trasparenza nella gestione dei fondi».
Immancabile infine, un attacco nei confronti degli utili ottenuti dalle cooperative che si occupano dei richiedenti asilo: «Negli anni, la coop bianca che gestisce l’accoglienza in provincia di Reggio ha aumentato i ricavi in maniera spaventosa (+900mila euro nell’ultimo anno), e diversi parroci fondatori l’hanno abbandonata polemicamente. La mancanza di risposte e trasparenza da parte del Comune non aiuta una seria politica dell’accoglienza. Chi è eletto nelle istituzioni deve ascoltare i cittadini. La piazza dei comitati va ascoltata, non demonizzata. Questo è il dialogo. Non mettere la testa sotto la sabbia e far finta che a Reggio come in Italia vada tutto bene».
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