Gazzetta di Reggio

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Rifiuti, la differenziata a Reggio Emilia non convince

di Chiara Cabassa
Rifiuti, la differenziata a Reggio Emilia non convince

Tantissime e da vari quartieri segnalazioni dei cittadini:
«Abbiamo vere discariche a cielo aperto, è un'emergenza»

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REGGIO EMILIA. Scrivi emergenza e leggi rifiuti. Da Pieve Modolena all’Orologio passando da Ospizio, senza dimenticare via Fratelli Cervi, via Brigata Reggio e via Compagnoni, le segnalazioni e le immagini che quotidianamente riceviamo dai nostri lettori, con un’ulteriore escalation negli ultimi dieci giorni, ci propongono un quadro non proprio roseo della raccolta differenziata a Reggio Emilia.

Come dire, al di là della innegabile inciviltà che contraddistingue usi e costumi di alcuni cittadini, il problema esiste. Partiamo da una delle zone più martoriate, Pieve Modolena. «Salve – ci scrive su Facebook Nicole Ferrari – vorrei segnalare che a Pieve Modolena in via Pertini, nonostante il servizio più che funzionante di raccolta dei rifiuti, ci ritroviamo in questa situazione». A seguire una foto piuttosto eloquente. Sempre da Pieve e sempre su Facebook: «È con mio grande rammarico e soprattutto una grande rabbia – scrive Matteo Bianchini – che vi invio queste foto per denunciare lo stato in cui si trova il quartiere dove vivo a Pieve Modolena, dove in questo periodo in cui hanno cominciato la raccolta di rifiuti porta a porta ci si ritrova in condizioni di avere delle vere e proprie discariche a cielo aperto... Scusate lo sfogo».

E sempre a Pieve Modolena, pare che le gazze ci mettano letteralmente il becco: «Sono residente in via Plauto a Pieve Modolena – ci racconta Federica Araldi –. Dato che la zona presenta campi coltivati c’è pieno di gazze che bucano i sacchetti della plastica non solo in strada ma sin dentro le terrazze. Abbiamo fatto pertanto richiesta a Iren di cassonetti per la plastica che finora ci sono stati rifiutati. Ritengo che eventuali multe dovrebbero essere addebitate alle gazze».

Cambiamo zona. «Da proprietaria di cane, e soprattutto da persona educata – ci scrive via mail Valeria Isacchini – da quando ho adottato un cagnotto al Rifugio sono sempre stata attenta a raccogliere le sue evacuazioni. Ora la zona in cui abito, via Carlo Porta – via Nievo, è stata compresa nelle zone a raccolta differenziata. Nessun problema, se non fosse che i pochi cestini di cemento cilindrici presenti in zona sono spariti. Ora, io raccolgo la cacca del cane nel sacchettino: poi vago in quartiere alla ricerca di un cestino. Sì: nei parchi ci sono; ma magari ho male al ginocchio sinistro (vero), magari piove molto, magari Macallè l’ha fatta distante da un parco... Oggi, come spesso succede, mi sono tenuta il sacchettino maleodorante in mano per parecchie centinaia di metri (se non ci credete, rifacciamo l’itinerario) e la tentazione di ficcarlo nel primo contenitore plastica o carta che mi trovavo davanti è stata davvero forte! Per favore, ci date qualche cestino in più? Ne avevo uno accanto a casa, nella zona contenitori rifiuti, ma è sparito».

Ci trasferiano in via Thomas Mann. «Gentile Iren – questa la mail girata anche alla Gazzetta da Stefano Andreani – con la presente faccio notare che la “cosiddetta: implementazione dei cassetti urbani per la raccolta differenziata” (e mi riferisco in particolar modo a quelli della carta e della plastica) non è ancora stata effettuata. Voi comunicavate che da inizio maggio sarebbero aumentati tali cassonetti (mi riferisco alla mia zona in modo particolare, Via Thomas Mann, ma uguale per altre zona della città), ma questo non è avvenuto; ed ironicamente siamo solo ad un mese di ritardo. Ne consegue che a tutt’oggi si osservano “stupendi” cumuli di plastica e carta ai bordi strada visto che non è possibile riempire ulteriormente i “due cassonetti in croce” che avete lasciato; poi magari ci stupiamo di ciò che accade in altre città».

Anche Giuseppe Coppola ci ha girato una mail inviata a Iren: «Segnalo nuovamente, oggi a mezzo mail, settimana scorsa tramite vostro numero verde, il disservizio del ritiro rifiuti plastica in Via Debeli. Il cassonetto è pieno e, tutta la plastica in esubero è fuori. In questa strada vi è anche un negozio di frutta e verdura che riversa plastica in quantità elevate. Dal un punto di vista igienico credo che ogni parola sia superflua. Ormai Il cassonetto è pieno da 10 giorni. Credo che ormai siamo arrivati al limite».

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