Un invaso sul fiume Enza per combattere la siccità
Vetto, la crisi idrica mette a rischio la fornitura di acqua potabile e agricola Rilanciata l’idea di uno sbarramento all’altezza della Stretta delle Gazze
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VETTO. Uno sbarramento sull’Enza, all’altezza della Stretta delle Gazze, a Vetto, per combattere l’emergenza idrica in Val d’Enza. Il gran caldo è arrivato da pochi giorni ma, dopo un inverno tutt’altro che piovoso, la siccità colpisce i territori confinanti con il bacino del fiume. Una crisi idrica causata dai mutamenti climatici al centro martedì a palazzo Allende di un incontro tecnico-istituzionale in cui è stata rilanciata l’idea di un invaso per raccogliere le acque del fiume Enza.
All’incontro in Provincia hanno partecipato il presidente Giammaria Manghi, l’assessore regionale alla Difesa del suolo e della costa, Protezione civile e Politiche ambientali e della Montagna Paola Gazzolo, Francesco Capuano e Federica Manenti del Servizio area affluenti Po (ex Stb) dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, i tecnici di Regione (Rosanna Bissoli e Massimo Romagnoli) e Provincia (Anna Campeol e Barbara Casoli), i sindaci di Bibbiano, Sant’Ilario, Ventasso e Vetto, nonché i vicesindaci di Montecchio, San Polo, Vetto e l’assessore all’ambiente di Canossa.
«Insieme alla Regione stiamo esaminando le possibili soluzioni alle gravi conseguenze dei mutamenti climatici», spiega il presidente Manghi. Del resto, aggiunge l’assessore regionale Paola Gazzolo, «proprio questa settimana il presidente Bonaccini avanzerà al governo la richiesta dello stato di emergenza nazionale per la crisi idrica che ha colpito l’intero territorio regionale: puntiamo ad ottenerlo il prima possibile, così da poter mettere in campo misure straordinarie per affrontare la situazione che sta interessando in particolare i settori potabile ed agricolo».
«Nel corso dell’incontro – continuano Manghi e Gazzolo – si è deciso di costituire un gruppo di lavoro tecnico che analizzi la compatibilità, sotto il profilo ambientale ed economico, delle possibili soluzioni da adottare, a partire dallo sbarramento sull’Enza alla Stretta delle Gazze di Vetto, ipotesi emersa anche nel corso del convegno promosso lo scorso ottobre a Barco di Bibbiano, alla presenza del ministro Gian Luca Galletti, dal coordinamento Agrinsieme, dal Comune di Bibbiano e dall’Unione Val d’Enza».
In quello stesso convegno era emersa la necessità di avviare un confronto istituzionale, coordinato dalla Provincia, che da allora ha prodotto diversi incontri, tra cui quello di martedì. Nei prossimi giorni, le istituzioni incontreranno anche le associazioni agricole. La Regione invece allargherà il tavolo tecnico-istituzionale alla sponda parmense dell’Enza, al Consorzio di bonifica e all’Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti (Atersir).
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
All’incontro in Provincia hanno partecipato il presidente Giammaria Manghi, l’assessore regionale alla Difesa del suolo e della costa, Protezione civile e Politiche ambientali e della Montagna Paola Gazzolo, Francesco Capuano e Federica Manenti del Servizio area affluenti Po (ex Stb) dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, i tecnici di Regione (Rosanna Bissoli e Massimo Romagnoli) e Provincia (Anna Campeol e Barbara Casoli), i sindaci di Bibbiano, Sant’Ilario, Ventasso e Vetto, nonché i vicesindaci di Montecchio, San Polo, Vetto e l’assessore all’ambiente di Canossa.
«Insieme alla Regione stiamo esaminando le possibili soluzioni alle gravi conseguenze dei mutamenti climatici», spiega il presidente Manghi. Del resto, aggiunge l’assessore regionale Paola Gazzolo, «proprio questa settimana il presidente Bonaccini avanzerà al governo la richiesta dello stato di emergenza nazionale per la crisi idrica che ha colpito l’intero territorio regionale: puntiamo ad ottenerlo il prima possibile, così da poter mettere in campo misure straordinarie per affrontare la situazione che sta interessando in particolare i settori potabile ed agricolo».
«Nel corso dell’incontro – continuano Manghi e Gazzolo – si è deciso di costituire un gruppo di lavoro tecnico che analizzi la compatibilità, sotto il profilo ambientale ed economico, delle possibili soluzioni da adottare, a partire dallo sbarramento sull’Enza alla Stretta delle Gazze di Vetto, ipotesi emersa anche nel corso del convegno promosso lo scorso ottobre a Barco di Bibbiano, alla presenza del ministro Gian Luca Galletti, dal coordinamento Agrinsieme, dal Comune di Bibbiano e dall’Unione Val d’Enza».
In quello stesso convegno era emersa la necessità di avviare un confronto istituzionale, coordinato dalla Provincia, che da allora ha prodotto diversi incontri, tra cui quello di martedì. Nei prossimi giorni, le istituzioni incontreranno anche le associazioni agricole. La Regione invece allargherà il tavolo tecnico-istituzionale alla sponda parmense dell’Enza, al Consorzio di bonifica e all’Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti (Atersir).
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