Gazzetta di Reggio

Reggio

Voucher, nervi tesi tra Cgil e Pd 

di Gabriele Farina
Voucher, nervi tesi tra Cgil e Pd 

Ieri presidio del sindacato in Prefettura. Mora: «I parlamentari reggiani ci hanno voltato le spalle»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «La reintroduzione dei voucher è gravissima. Reggiani, ora domandatevi chi avete votato». Guido Mora dirige la protesta Cgil, ieri in presidio davanti alla Prefettura. Sono da poco passate le 11 quando prende la parola il segretario provinciale della Camera del lavoro. Le accuse sono indirizzate principalmente a Roma, a quel passo indietro del Parlamento sull’abrogazione dei sistemi di pagamento con i buoni tanto contestati dal sindacato; gli echi tuttavia rimbombano anche e soprattutto a Reggio.

A partire dall’aspetto politico. «I reggiani dovrebbero cominciare a interrogarsi – garantisce il segretario provinciale – e non mi riferisco soltanto ai 34mila che hanno firmato la nostra proposta di referendum. Quattro deputati reggiani hanno votato l’emendamento che inserisce i voucher. Hanno rappresentato tutti gli elettori reggiani, non soltanto quelli che li hanno votati». Parole che mettono nel mirino Paolo Gandolfi, Antonella Incerti, Vanna Iori e Maino Marchi, tutti deputati Pd. e Maria Edera Spadoni (M5S), al provvedimento ha invece votato contro. C’è poi un aspetto numerico. «A Reggio nel 2016 sono stati distribuiti 1.800.000 voucher – assicura Mora – ed è ovvio che non ci saranno diminuzioni dell’utilizzo, a meno che la reintroduzione non diventi un paravento per creare lavoro nero. Non è da Paese civile far diminuire le formalizzazioni dei rapporti di lavoro a favore del lavoro nero». In che senso? «La reintroduzione dei voucher ripristina ciò che si voleva abolire – risponde il sindacalista – e peggiora la situazione, perché legittima l’80-90% delle imprese che hanno meno di cinque dipendenti a usare questo strumento. Gli effetti possono essere gravissimi. C’è un comma, infatti, che sancisce come un’impresa sotto i cinque dipendenti debba pubblicare in anticipo l’utilizzazione di una persona attraverso un contratto di lavoro occasionale, ma ne può disdire l’utilizzo entro tre giorni. È una sistematica istigazione al lavoro nero. Tutti i soggetti diranno di non utilizzare le persone, a meno che non abbiano un’ispezione, che non fanno mai. Inoltre, s’introduce una specie di contratto di lavoro che prevede più o meno le stesse retribuzioni, ma senza diritti, se non quello agli infortuni». Mora espone i punti negli uffici del neoprefetto, Maria Grazia Forte. «Il prefetto ha dimostrato sensibilità sugli argomenti esposti dalla delegazione Cgil e si è impegnato a trasmetterli alle autorità centrali di Governo», spiega Mora. La Cgil sabato sarà a Roma, in piazza San Giovanni, per protestare contro quello che considerano «uno schiaffo alla democrazia». Le azioni non finiranno qui e Mora riflette sul fatto che «su spinta del Governo il Parlamento ha fatto promuovere in Commissione un emendamento sulla questione del ripristino dei voucher sotto un titolo che riguardava provvedimenti economici. In pratica, il Governo e chi guida la Commissione ha imposto di ripristinarli: una violazione evidente e una finestra pericolosa per tre milioni di precari». «Passa un messaggio inaccettabile – spiega Elvira Meglioli, segretario provinciale Flc Cgil – secondo cui il referendum non serve più a niente». La Cgil intende ricorrere alla Corte Costituzionale «per violazione all’articolo 75 della Carta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google