quattro castella
Omicidio Montruccoli, «delitto sanguinario, Miri resta in cella»
di Enrico Lorenzo Tidona
Il tribunale della Libertà accoglie l’appello del Pm Pantani: niente domiciliari per Fatmir Hikaj, già condannato a 20 anni
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QUATTRO CASTELLA. Anche se è stato provocato, Miri ha ucciso Marco Montruccoli e deve restare in carcere. Così – in buona sostanza – i giudici del tribunale della Libertà di Bologna hanno disposto l’ordinanza che prevede la custodia cautelare in carcere per Fatmir Hikaj, detto Miri, condannato un mese fa a 20 anni di carcere perché autore del delitto di Forche. Un’ordinanza che accoglie l’appello del pubblico ministero Maria Rita Pantani in riforma dell’ordinanza della Corte d’Assise di Reggio Emilia, che aveva rigettato la misura cautelare per omicidio. Miri, infatti, era in carcere sulla base della misura cautelare scattata per l’accusa di tentanto omicidio. Ora è intervenuta peraltro la sentenza in primo grado di omicidio: fu lui a infierire con le 14 coltellate che il 2 febbraio del 2015 portarono alla morte di Marco Montruccoli. L’altro imputato per il tentato omicidio di Matteo Montruccoli (fratello sopravvissuto di Marco) è già a casa ai domiciliari. Daniel Tufa, condannato a 6 anni di carcere, è a Modena dopo l’accoglimento dell’istanza presentata dal difensore dei due albanesi, Carlo Taormina, che avrebbe potuto tentare la carta dei domiciliari anche per Hikaj.
Possibilità sfumata con la condanna per omicidio e sulla base dell’ordinanza del tribunale della Libertà, che rileva la provocazione ricevuta dai due albanesi ma punta l’indice sulla loro reazione: «In particolare per quanto riguarda Hikaj fu talmente feroce, sanguinaria, insistita, pervicace ed efficiente, da non legittimare in alcun modo l’assunto che il periculum possa essere scongiurato con presidi diversi da quello carcerario». Non solo: «L’esplosione di violenza distruttiva nei confronti di Marco Montruccoli, raggiunto da un numero di colpi nettamente soverchiante anche rispetto al risultato letale, è autenticamente straordinaria».
La misura cautelare disposta resta però sospesa e passibile di ricorso da parte della difesa davanti ai giudici della Cassazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Possibilità sfumata con la condanna per omicidio e sulla base dell’ordinanza del tribunale della Libertà, che rileva la provocazione ricevuta dai due albanesi ma punta l’indice sulla loro reazione: «In particolare per quanto riguarda Hikaj fu talmente feroce, sanguinaria, insistita, pervicace ed efficiente, da non legittimare in alcun modo l’assunto che il periculum possa essere scongiurato con presidi diversi da quello carcerario». Non solo: «L’esplosione di violenza distruttiva nei confronti di Marco Montruccoli, raggiunto da un numero di colpi nettamente soverchiante anche rispetto al risultato letale, è autenticamente straordinaria».
La misura cautelare disposta resta però sospesa e passibile di ricorso da parte della difesa davanti ai giudici della Cassazione.
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