«Senza mani e gambe e abbandonato dallo Stato italiano»
Parla la figlia del fornaio di Rubiera in ospedale a Tenerife «Dopo le amputazioni il Consolato non ci ha mai aiutati»
2 MINUTI DI LETTURA
RUBIERA . Senza sostegno da ministero e consolato, con un malato da accudire e un trasporto costoso e complesso da organizzare. Sono mesi davvero complicati per Valentina Bertarini, figlia del 60enne rubierese Patrizio, colpito da una sepsi fulminante due mesi fa mentre si trovava in vacanza sull’isola spagnola di Tenerife, nell’arcipelago delle Canarie, durante il periodo pasquale.
Bertarini era assieme alla moglie Rosanna, con la quale gestiva due panetterie a Rubiera e Fontana, e alla figlia, per un viaggio “premio”. «Mia mamma aveva avuto grossi problemi di salute ed era un modo per festeggiare l’anniversario di un anno dalla sua guarigione», racconta Valentina, conosciuta dietista che ora fa la spola fra l’isola e Rubiera. Invece la sepsi improvvisa, quasi un mese di coma e al risveglio l’amputazione di mani e gambe, necessarie per salvare l’uomo. Adesso Bertarini è in ospedale a Tenerife. I famigliari, con la collaborazione del Comune rubierese, hanno lanciato un appello per chiedere sostegno economico, necessario per organizzare il costoso rientro in aereo. Tutte le spese sono a carico della famiglia, che nel frattempo ha dovuto sospendere l’attività delle panetterie.
«Tenerife non è in zona di calamità (non c’è una guerra in corso, per intenderci) e quindi il Ministero degli Esteri non può provvedere al rientro, ci hanno riferito – spiega Valentina –. Sull’isola c’è un consolato onorario, ma anche da quel lato c’è stato poco da sperare: è già stato difficile ottenere un incontro. Quando hanno ricoverato mio padre abbiamo chiesto al consolato se poteva indicarci un alloggio economico in zona ospedale, visto che in vacanza eravamo dall’altra parte dell’isola: nemmeno quello».
Il trasporto sanitario diventa impraticabile. «Stiamo aspettando che mio padre possa almeno stare sulla carrozzina: portarlo in aereo in barella comporterebbe l’acquisto di almeno 12 posti. In carrozzina il prezzo sarà abbordabile e ci sarà un assistente sanitario al suo fianco durante il volo». Dopo mesi durissimi con tante spese – i viaggi, i soggiorni a Tenerife e quant’altro – è partito l’appello, per racimolare il denaro necessario: «La chiamata è appena partita. Per ora abbiamo ricevuto tante manifestazioni di solidarietà, che ci confortano. Finora non abbiamo avuto nessun aiuto: speriamo nella comunità rubierese». Tutte le modalità di donazione si trovano sul sito del Comune di Rubiera, che provvederà a trasmettere alla famiglia la cifra raccolta. (adr.ar.)
Bertarini era assieme alla moglie Rosanna, con la quale gestiva due panetterie a Rubiera e Fontana, e alla figlia, per un viaggio “premio”. «Mia mamma aveva avuto grossi problemi di salute ed era un modo per festeggiare l’anniversario di un anno dalla sua guarigione», racconta Valentina, conosciuta dietista che ora fa la spola fra l’isola e Rubiera. Invece la sepsi improvvisa, quasi un mese di coma e al risveglio l’amputazione di mani e gambe, necessarie per salvare l’uomo. Adesso Bertarini è in ospedale a Tenerife. I famigliari, con la collaborazione del Comune rubierese, hanno lanciato un appello per chiedere sostegno economico, necessario per organizzare il costoso rientro in aereo. Tutte le spese sono a carico della famiglia, che nel frattempo ha dovuto sospendere l’attività delle panetterie.
«Tenerife non è in zona di calamità (non c’è una guerra in corso, per intenderci) e quindi il Ministero degli Esteri non può provvedere al rientro, ci hanno riferito – spiega Valentina –. Sull’isola c’è un consolato onorario, ma anche da quel lato c’è stato poco da sperare: è già stato difficile ottenere un incontro. Quando hanno ricoverato mio padre abbiamo chiesto al consolato se poteva indicarci un alloggio economico in zona ospedale, visto che in vacanza eravamo dall’altra parte dell’isola: nemmeno quello».
Il trasporto sanitario diventa impraticabile. «Stiamo aspettando che mio padre possa almeno stare sulla carrozzina: portarlo in aereo in barella comporterebbe l’acquisto di almeno 12 posti. In carrozzina il prezzo sarà abbordabile e ci sarà un assistente sanitario al suo fianco durante il volo». Dopo mesi durissimi con tante spese – i viaggi, i soggiorni a Tenerife e quant’altro – è partito l’appello, per racimolare il denaro necessario: «La chiamata è appena partita. Per ora abbiamo ricevuto tante manifestazioni di solidarietà, che ci confortano. Finora non abbiamo avuto nessun aiuto: speriamo nella comunità rubierese». Tutte le modalità di donazione si trovano sul sito del Comune di Rubiera, che provvederà a trasmettere alla famiglia la cifra raccolta. (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
