Sicurezza, arrivano le super telecamere
di Leonardo Grilli
Rinnovato l’intero sistema del centro e della stazione: 253 nuovi occhi elettronici a disposizione delle forze dell’ordine
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REGGIO EMILIA. Se un criminale commette un reato in città ora ha la quasi certezza che, ad osservarlo, ci sono gli occhi elettronici delle nuove telecamere di videosorveglianza, a disposizione delle forze dell’ordine. È una copertura pressoché totale del centro storico quella inaugurata ieri nella sede della polizia municipale dal sindaco Luca Vecchi, dal comandate Stefano Poma e dal direttore commerciale della ditta Bridge 129 che ha eseguito i lavori, Alberto Artioli. La rete di 253 telecamere sparse per il centro e per alcune zone sensibili di Reggio Emilia, come ad esempio la stazione o via Turri, è stata totalmente rinnovata facendo fare un balzo in avanti di generazioni alle riprese di sicurezza in città, ferma alla tecnologia degli ultimi anni ’90.
Addio quindi alle vecchie immagini sgranate, alle difficoltà nel riconoscere i dettagli se si ingrandisce il fotogramma, alle complicanze dovute alla scarsa visibilità durante le ore notturne. Tutto questo ha lasciato spazio all’alta definizione, a una maggiore affidabilità e alla connettività più rapida. Le 253 telecamere sono collegate a una rete in fibra ottica dedicata installata in città, un sistema chiuso e accessibile soltanto alle forze dell’ordine. Questa rete collega le telecamere al Centro elaborazione dati del Comune di Reggio Emilia dove sono presenti i sistemi di registrazione per l’afflusso e la raccolta delle immagini. È da qui che poi i filmati vengono trasmessi alle tre sale di controllo della polizia, dei carabinieri e della Municipale, migliorando notevolmente il lavoro delle forze dell’ordine. Non si deve dimenticare, infatti, che spesso sono proprio le riprese di videosorveglianza che permettono la cattura dei criminali. Come è successo ad esempio nel caso dell’omicidio di via Nacchi o in quello dello “scippatore seriale”.
Di queste 253 telecamere 250 sono in full HD e tre in ultra HD e fra queste dieci sono “brandeggiabili”, ovvero governabili e orientabili a distanza dalle centrali operative. La tecnologia di queste nuove telecamere è quindi molto sofisticata. A differenza di quanto accadeva con levecchie apparecchiature ora è possibile controllare aree più grandi del suolo pubblico, dai parchi alle strade alle piazze, senza perdere nessun dettaglio e ottenendo filmati in alta risoluzione. In questo modo l’operatore può avere un controllo complessivo di quanto succede mantenendo le caratteristiche più importanti: l’elevata fedeltà cromatica, la riconoscibilità dei volti, i numeri delle targhe più lontane. Un potenziale sette volte più efficace rispetto a prima. Il software permette inoltre di estrarre, scaricare e salvare una porzione di filmato utile alle indagini in full HD con un ridotto spazio di archiviazione sul server e uno scarso utilizzo della connessione. Fattore, questo, forse fra i più importanti. Questi 253 occhi infatti più che una funzione di prevenzione – controllarle tutte in diretta sarebbe impossibile – sono utili durante le indagini e poter contare su delle registrazioni di alta qualità è fondamentale per la cattura dei malviventi. Il progetto che è stato portato a compimento ieri deriva da un’azione del Comune di Reggio iniziata da tempo, che già due anni fa, quando comandante era ancora Russo, ha cominciato a progettare questo rinnovo globale.
E, dopo le procedure tecniche per il bando, lo scorso anno la Bridge 129 srl ha vinto la gara avviando una sorta di simbiosi con l’amministrazione. In cambio di visibilità e un ritorno di immagine, la ditta reggiana ha installato le telecamere e gli impianti di collegamento in forma gratuita. Dal canto suo invece il Comune si è impegnato a coprire i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria per circa 30mila euro annui iva esclusa. Poi, nel 2022, Reggio Emilia diventerà proprietaria delle apparecchiature con una spesa totale di circa 150mila euro.
Prima di cambiare l’intero sistema di sicurezza è stato effettuato un test iniziale. Su indicazione del comitato ordine e sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto, nell’estate del 2016 sono state prima rimpiazzate le telecamere della zona stazione.
Verificato positivamente sul campo il funzionamento dei macchinari si è dato corso alla seconda fase del progetto intervenendo su tutto il centro storico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Addio quindi alle vecchie immagini sgranate, alle difficoltà nel riconoscere i dettagli se si ingrandisce il fotogramma, alle complicanze dovute alla scarsa visibilità durante le ore notturne. Tutto questo ha lasciato spazio all’alta definizione, a una maggiore affidabilità e alla connettività più rapida. Le 253 telecamere sono collegate a una rete in fibra ottica dedicata installata in città, un sistema chiuso e accessibile soltanto alle forze dell’ordine. Questa rete collega le telecamere al Centro elaborazione dati del Comune di Reggio Emilia dove sono presenti i sistemi di registrazione per l’afflusso e la raccolta delle immagini. È da qui che poi i filmati vengono trasmessi alle tre sale di controllo della polizia, dei carabinieri e della Municipale, migliorando notevolmente il lavoro delle forze dell’ordine. Non si deve dimenticare, infatti, che spesso sono proprio le riprese di videosorveglianza che permettono la cattura dei criminali. Come è successo ad esempio nel caso dell’omicidio di via Nacchi o in quello dello “scippatore seriale”.
Di queste 253 telecamere 250 sono in full HD e tre in ultra HD e fra queste dieci sono “brandeggiabili”, ovvero governabili e orientabili a distanza dalle centrali operative. La tecnologia di queste nuove telecamere è quindi molto sofisticata. A differenza di quanto accadeva con levecchie apparecchiature ora è possibile controllare aree più grandi del suolo pubblico, dai parchi alle strade alle piazze, senza perdere nessun dettaglio e ottenendo filmati in alta risoluzione. In questo modo l’operatore può avere un controllo complessivo di quanto succede mantenendo le caratteristiche più importanti: l’elevata fedeltà cromatica, la riconoscibilità dei volti, i numeri delle targhe più lontane. Un potenziale sette volte più efficace rispetto a prima. Il software permette inoltre di estrarre, scaricare e salvare una porzione di filmato utile alle indagini in full HD con un ridotto spazio di archiviazione sul server e uno scarso utilizzo della connessione. Fattore, questo, forse fra i più importanti. Questi 253 occhi infatti più che una funzione di prevenzione – controllarle tutte in diretta sarebbe impossibile – sono utili durante le indagini e poter contare su delle registrazioni di alta qualità è fondamentale per la cattura dei malviventi. Il progetto che è stato portato a compimento ieri deriva da un’azione del Comune di Reggio iniziata da tempo, che già due anni fa, quando comandante era ancora Russo, ha cominciato a progettare questo rinnovo globale.
E, dopo le procedure tecniche per il bando, lo scorso anno la Bridge 129 srl ha vinto la gara avviando una sorta di simbiosi con l’amministrazione. In cambio di visibilità e un ritorno di immagine, la ditta reggiana ha installato le telecamere e gli impianti di collegamento in forma gratuita. Dal canto suo invece il Comune si è impegnato a coprire i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria per circa 30mila euro annui iva esclusa. Poi, nel 2022, Reggio Emilia diventerà proprietaria delle apparecchiature con una spesa totale di circa 150mila euro.
Prima di cambiare l’intero sistema di sicurezza è stato effettuato un test iniziale. Su indicazione del comitato ordine e sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto, nell’estate del 2016 sono state prima rimpiazzate le telecamere della zona stazione.
Verificato positivamente sul campo il funzionamento dei macchinari si è dato corso alla seconda fase del progetto intervenendo su tutto il centro storico.
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