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Moria di pesci nel fiume Secchia 

Moria di pesci nel fiume Secchia 

I pescatori: «Colpa del meteo e della diga di Castellarano». Via a lavori urgenti

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RUBIERA. Lavori urgenti nelle casse di espansione del Secchia che sta pagando un forte debito al caldo torrido con una moria di pesci. Ieri AiPo (Agenzia interregionale per il fiume Po) ha dato l’autorizzazione a procedere all’azienda incaricata di una serie di interventi di ingegneria idraulica e naturalistica nell’area che inizia a Rubiera e si allarga verso Modena e Campogalliano. Intanto i pesci muoiono nelle pozze d’acqua del fiume in secca.

La gravità della situazione è testimoniata del pescatore Luca Ferrari che, con altri tre amici, si è trovato di fronte a buche quasi secche con pesci agonizzanti. «Mercoledì abbiamo salvato una quarantina di pesci tra carpe, cavedani e carassi, mentre martedì con un guadino a maglie fini abbiamo tentato il recupero di tanta minutaglia sopravvissuta nelle buche rimaste», racconta. I quattro pescatori hanno trasportato «il pesce, dentro secchi di plastica con acqua dell’acquedotto, alle casse di espansione a Campogalliano».

Il problema, secondo Ferrari, non è solo il clima: il pescatore contesta il blocco dell’acqua all’arrivo della primavera nella diga di Castellarano, argomento da sempre tema di battaglie fra chi sostiene che il deflusso minimo vitale viene garantito e chi assicura che crei un “tappo”.

Nei prossimi mesi intanto partiranno i cantieri. Le aree laterali alla cassa sono oggi piene di arbusti ed erbacce che «ostacolano il funzionamento dell’opera idraulica e rendono difficile il prelievo dei sedimenti», spiega AiPo. I lavori porteranno al taglio di diverse piante per creare una fascia libera di 4 metri ai piedi degli argini, «necessaria per la manutenzione e la sorveglianza degli argini e dei manufatti. Deve inoltre essere tagliata la vegetazione presente all’interno del canale di scarico della cassa».

Si dovrà poi scavare vicino alle bocche della cassa principale «dove si è creato un deposito dei sedimenti alluvionali e dove si userà un moderno macchinario escavatore a basso impatto ambientale. Il materiale prelevato è impiegato per la realizzazione di bio-habitat naturali in aree sempre sommerse dentro la cassa».

Infine è prevista la realizzazione di habitat naturali consoni, con la ricostruzione di una fascia a canneto per creare tre nuove aree senza intervenire sull’argine grazie a piantumazioni in acqua di specie vegetali. Si useranno piante che rappresentano nutrimento per le specie animali e che garantiscano ossigenazione dell’acqua. (adr.ar.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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