Gazzetta di Reggio

Reggio

«No alla Cispadana» Dagli agricoltori nuovi ricorsi al Tar 

«No alla Cispadana» Dagli agricoltori nuovi ricorsi al Tar 

Reggiolo, assemblea e altre firme per evitare la prescrizione «Le eccellenze agroalimentari valgono più dell’autostrada»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIOLO. Le associazioni agricole e i cittadini che si oppongono al progetto dell’autostrada Cispadana hanno rinnovato i ricorsi al Tar di Bologna e Parma, già presentati nel 2012, visto il rischio della prescrizione.

Mercoledì, a Villa Tagliata di Mirandola, si è tenuta l’ assemblea generale di tutti i proprietari e degli agricoltori coinvolti nel tratto in progetto tra Reggiolo e Ferrara Sud, nonché di quelli coinvolti nella bretella stradale tra Reggiolo e Tagliata di Guastalla. L’ assemblea è stata organizzata da Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri di Reggio Emilia, Modena, Ferrara insieme allo studio legale Di Matteo, che sta agendo per conto dei 115 ricorrenti del 2012, per fare il punto della situazione in termini legislativi e giurisprudenziali, con particolare riferimento a leggi e sentenze recenti: ad esempio quella sul non consumo di nuovo suolo fertile, sulla conservazione e sul miglioramento dell’ambiente complessivo, quindi sui diritti civili primari e irrinunciabili quali il cibo sano e la salute di tutti i cittadini.

L’assemblea aveva come scopo principale la raccolta delle firme per procedere al rinnovo dei ricorsi depositati nel 2012 ai Tar di Bologna e Parma.

«La stragrande maggioranza dei ricorrenti – ha spiegato il portavoce Fausto Bocceda – ha condiviso il prosieguo dell’azione legale contro il progetto autostradale Cispadana. Non solo questo, perché c’è la ferma volontà di difendere i diritti di proprietà e imprese agraria che, con le loro eccellenze agroalimentari come Parmigiano Reggiano, Lambrusco doc, Aceto balsamico doc, Anguria Igp e altre, vogliono avere almeno pari dignità rispetto ad ogni altro business: come quello di voler realizzare una autostrada devastante, di fatto con funzione di passante autostradale per Bologna, anziché autostrade digitali, del mare, ferrovie per passeggeri e merci pesanti».

Dall’assemblea è emerso che il progetto autostradale, poco discusso pubblicamente in questi quasi dieci anni, continua ad essere considerato dalla maggioranza dei partecipanti una “infrastruttura esagerata e devastante” (come anzitutto dichiarato dal Ministero dei Beni Culturali nel 2014).

«Basterebbe – aggiunge Bocceda – realizzare da Parma a Ferrara la famosa strada a scorrimento veloce ed elettrificare la ferrovia per dare un vero servizio logistico a cittadini e imprese del territorio, privilegiando il trasporto di merci pesanti su ferrovia, dai porti di Ravenna e La Spezia all’incrocio con l’asse ferroviario del Brennero, a Poggio Rusco, come la Commissione Europea ci raccomanda da anni».

«Strada a scorrimento veloce e ferrovia – conclude Bocceda – costerebbero ai cittadini circa quanto le opere complementari ai caselli e altri lavori per l’autostrada in project financing. Si risparmierebbero però suolo fertile, ticket per recarsi al lavoro, rimborsi dei mancati ticket al concessionario autostradale e inquinamento ambientale irreversibile per il domani dei nostri nipoti, che già dovranno vivere in tempi di assoluta precarietà» .(m.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google