Gazzetta di Reggio

Reggio

Rifiuti, ecco perché il servizio s’inceppa 

di Gabriele Farina
Rifiuti, ecco perché il servizio s’inceppa 

In giro per la città seguendo un camion di Iren nella raccolta. Operatori a rischio multe per i sacchetti conferiti male

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REGGIO EMILIA. Come funziona la raccolta differenziata a Reggio? Ogni quanto passano i mezzi? Cosa fanno? Se trovano sacchetti a terra, come si comportano? Lo abbiamo scoperto seguendo da vicino un camion di Iren. Partito ieri mattina dalla sede di via dei Gonzaga, gira per le strade a caccia di plastica. Lo seguiamo nel percorso che coinvolge la zona C del progetto Tricolore, cioè nei quartieri Carrozzone, Regina Pacis e Tondo. Si parte dall’incrocio tra via Leoncavallo e via Monsignor Tesauri. Sul mezzo c’è soltanto l’autista, che aziona un dispositivo meccanico basato su due pinze. Si avvicinano al cassonetto della plastica, lo sollevano, lo svuotano all’interno del mezzo e lo riposizionano a terra. Più avanti, la procedura si ripete nella traversa laterale, ma c’è subito un intoppo. Qualcuno, infatti, ha lasciato quattro sacchetti di plastica sopra l’apposito contenitore, trovato pieno.

E quindi cosa si fa? Il conducente deve fare un’infrazione per sistemare il tutto: scende a terra, lancia i sacchetti in alto verso il contenitore del camion, poi torna a bordo e ripete la manovra automatizzata. L’infrazione consiste nel fatto che gli operatori non devono scendere per ragioni assicurative e di sicurezza. Un’azione sbagliata, fatta però per impedire che i sacchetti mal conferiti finiscano a terra nell’operazione automatizzata.

Cosa devono fare, dunque, in casi del genere? Lasciare i rifiuti mal conferiti dove si trovano, tentare l’azione automatizzata senza scendere dal mezzo e sperare che i sacchetti in eccesso non finiscano a terra, creando così l’immagine di degrado. Oltre a questo, devono inoltre prendere nota della via e mandare una segnalazione in centrale, da cui partirà una squadra di raccolta in giornata. Tra un cassonetto e il successivo c’è una distanza di un centinaio di metri. Pertanto, Iren consiglia ai cittadini di compiere piccoli spostamenti per evitare di riempire i contenitori oltre il limite. Lo conferma anche una residente, che critica i cattivi comportamenti della zona. I tecnici Iren prendono nota e potranno intervenire, aggiungendo un cassonetto, aumentandone la volumetria o incrementando i passaggi.

Lungo il percorso, tuttavia, si scopre anche peggio. Vetri rotti e pezzi di carta abbandonati davanti ai cassonetti si trovano sovente, mentre in via Zandonai si notano altri due cattivi comportamenti di cittadini. Nel primo caso sono deposti insieme cartoni e cassette di plastica accanto ai reciproci contenitori, nei quali lo spazio sarebbe disponibile. Nell’altro c’è una busta di plastica lasciata davanti all’apposito contenitore, ancora una volta non pieno fino all’orlo.

Vicino al parco Il Gelso ci sono ancora sacchetti di plastica a terra davanti al cassonetto specifico, stavolta pieno. Non che il quadro migliori immettendoci nella più ampia via Gorizia. Poco prima dell’incrocio con via Chopin, sulla sinistra, vi sono tre grossi barattoli di vernice e due frigo portatili abbandonati davanti ai cassonetti. Per gli ingombranti basterebbe una telefonata al numero verde (800 212607) per un intervento domiciliare Iren. In tutti gli altri passaggi, invece, il conferimento è da manuale. Il mezzo prosegue, poi va a scaricare la plastica a Poviglio perché abbia nuova vita. La stessa sede è scelta per la carta, mentre vi sono altri impianti per vetro, organico, verde e batterie.

L’unico materiale che finisce nell’inceneritore è l’indifferenziato, la cui produzione Iren conta di ridurre nel corso dei prossimi mesi.

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