Il presidio antimafia resta semideserto «ma cambia il paese»
di Andrea Vaccari
Banchetto delle “Agende rosse” nella piazza di Brescello «C’è chi guarda ancora storto, però ci sono segnali positivi»
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BRESCELLO. Rispetto ai primi tempi, nei quali nell'arco di un’intera giornata non si avvicinava nessuno e la diffidenza regnava sovrana, i tempi sembrano un po’ cambiati. Certo, adesso davanti al banchetto non si forma la fila, ma almeno qualche singolo cittadino inizia a fermarsi, a chiedere e a interrogarsi. Si è svolto ieri mattina in piazza Matteotti il presidio informativo a cura del movimento “Agende Rosse- gruppo Mauro Rostagno” di Modena e Brescello organizzato per mantenere sempre alta l’attenzione e aggiornare i cittadini sullo svolgimento del maxi-processo Aemilia che riguarda molto da vicino anche il paese di Peppone e Don Camillo.
Dietro al banchetto – che proponeva soprattutto libri sul tema dell’antimafia, e sul quale spiccava uno stereo nel quale, da un cd, venivano letti gli sviluppi delle indagini e la storia del radicamento della mafia in Emilia – c’erano le “irriducibili” Sabrina Natali, modenese di Agende Rosse e la brescellese Catia Silva, che da mesi appoggia l’associazione.
Qualche metro più in là, alcuni cartelloni nei quali si parla delle vicende che hanno coinvolto la famiglia Grande Aracri: in particolare gli episodi che hanno visto protagonista Nicolino e Francesco, residente a Brescello e “protagonista” delle dichiarazioni dell’ex sindaco Marcello Coffrini che hanno fatto tanto discutere.
«Ci sono stati alcuni cittadini che hanno avvicinato il banchetto – spiegano le due donne – e hanno conversato su questi temi. Speriamo sia il segnale che anche a Brescello si stia sviluppando una sensibilità su questi temi. Certo c’è anche chi continua a guardarci storto e qualche commento fuori luogo da parte dei soliti noti ma non ci fermiamo».
Per aggiornamenti sul processo è attiva la pagina Facebook "Processo Aemilia" e il sito web https://www.processoaemilia.com/
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Dietro al banchetto – che proponeva soprattutto libri sul tema dell’antimafia, e sul quale spiccava uno stereo nel quale, da un cd, venivano letti gli sviluppi delle indagini e la storia del radicamento della mafia in Emilia – c’erano le “irriducibili” Sabrina Natali, modenese di Agende Rosse e la brescellese Catia Silva, che da mesi appoggia l’associazione.
Qualche metro più in là, alcuni cartelloni nei quali si parla delle vicende che hanno coinvolto la famiglia Grande Aracri: in particolare gli episodi che hanno visto protagonista Nicolino e Francesco, residente a Brescello e “protagonista” delle dichiarazioni dell’ex sindaco Marcello Coffrini che hanno fatto tanto discutere.
«Ci sono stati alcuni cittadini che hanno avvicinato il banchetto – spiegano le due donne – e hanno conversato su questi temi. Speriamo sia il segnale che anche a Brescello si stia sviluppando una sensibilità su questi temi. Certo c’è anche chi continua a guardarci storto e qualche commento fuori luogo da parte dei soliti noti ma non ci fermiamo».
Per aggiornamenti sul processo è attiva la pagina Facebook "Processo Aemilia" e il sito web https://www.processoaemilia.com/
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