il commento
Mdp giura fedeltà al sindaco «Non è Renzi, lo sosterremo»
REGGIO EMILIA. Dopo l’uscita ufficiale di Sinistra Italiana dalla maggioranza in consiglio comunale, sono diventati loro il vero ago della bilancia: Lanfranco De Franco e Salvatore Scarpino,...
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REGGIO EMILIA. Dopo l’uscita ufficiale di Sinistra Italiana dalla maggioranza in consiglio comunale, sono diventati loro il vero ago della bilancia: Lanfranco De Franco e Salvatore Scarpino, consiglieri scissionisti di Mdp attualmente alleati con il Partito Democratico. Se anche loro dovessero seguire le orme di Lucia Lusenti, a quel punto la giunta Vecchi giocherebbe sul filo del fuorigioco. Eventualità che però è stata energicamente negata dagli stessi “articolo uno”. Il concetto, espresso più volte anche dal Pd reggiano, è sempre lo stesso: le spaccature che accadono a livello nazionale non incidono sul governo locale della città.
«La giunta Vecchi arriverà fino al 2019 e magari anche oltre – spiega categorico De Franco – non ci sono motivi amministrativi che giustifichino una nostra uscita. A Roma sono state adottate delle linee politiche che a Reggio non ci sono, il sindaco ha mantenuto un’ottica di centrosinistra a differenza di quando accade nel Pd nazionale. Vecchi prima che renziano si sente un amministratore e, soprattutto, per fortuna non è Renzi. C’è una distanza anche umana fra i due, non ha i toni, gli atteggiamenti, l’arroganza del segretario democratico».
Un ragionamento che, in pratica, si traduce nel seguente modo: Mdp sostiene l’attuale maggioranza ma, anche in vista delle possibili elezioni nazionali, sulle mozioni che discutono tematiche romane non ci sarà accordo. In questo modo non verrà messa a repentaglio la solidità di Vecchi in Sala Tricolore e al contempo guadagnerà la simpatia di quegli elettori di sinistra che piuttosto che votare Renzi preferirebbero emigrare in Corea. Così, questo il senso della strategia, i reggiani sapranno che “Articolo Uno” è una forza responsabile ma al contempo diversa rispetto al Pd. Ed è proprio questa simbiosi che probabilmente garantirà a Reggio Emilia un governo stabile fino al 2019. (l.g.)
«La giunta Vecchi arriverà fino al 2019 e magari anche oltre – spiega categorico De Franco – non ci sono motivi amministrativi che giustifichino una nostra uscita. A Roma sono state adottate delle linee politiche che a Reggio non ci sono, il sindaco ha mantenuto un’ottica di centrosinistra a differenza di quando accade nel Pd nazionale. Vecchi prima che renziano si sente un amministratore e, soprattutto, per fortuna non è Renzi. C’è una distanza anche umana fra i due, non ha i toni, gli atteggiamenti, l’arroganza del segretario democratico».
Un ragionamento che, in pratica, si traduce nel seguente modo: Mdp sostiene l’attuale maggioranza ma, anche in vista delle possibili elezioni nazionali, sulle mozioni che discutono tematiche romane non ci sarà accordo. In questo modo non verrà messa a repentaglio la solidità di Vecchi in Sala Tricolore e al contempo guadagnerà la simpatia di quegli elettori di sinistra che piuttosto che votare Renzi preferirebbero emigrare in Corea. Così, questo il senso della strategia, i reggiani sapranno che “Articolo Uno” è una forza responsabile ma al contempo diversa rispetto al Pd. Ed è proprio questa simbiosi che probabilmente garantirà a Reggio Emilia un governo stabile fino al 2019. (l.g.)
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