Gazzetta di Reggio

Reggio

«Ora l’obiettivo è una lista contro il Pd» 

di Leonardo Grilli

Pavarini, coordinatore di Sinistra Italiana, spiega i motivi dell’uscita dalla maggioranza e le prossime mosse fino al 2019

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REGGIO EMILIA. Uno su trentatrè è un numero che può sembrare di poco conto. Ma in un contesto fluido e magmatico come la politica italiana può voler dire tanto e nascondere molti significati. È il caso dell’uscita dalla maggioranza in consiglio comunale di Sinistra Italiana (Si) e della sua rappresentante, Lucia Lusenti. Che da venerdì è passata ufficialmente fra i banchi dell’opposizione. Decisione non facile che si contrappone a quella presa dai colleghi scissionisti di Mdp, che invece hanno giurato fedeltà a Vecchi almeno fino al 2019. Ma la situazione in Sala Tricolore fra i due schieramenti è molto diversa. Mentre gli “articolo uno” hanno molta voce in capitolo su tutte le questioni in grado di far guadagnare elettorato, dai trasporti alle politiche sociali a quelle urbanistiche, gli ex Sel si sono sentiti messi in un angolo via via sempre di più. E alla fine questo isolamento ha fatto la differenza.

«La nostra uscita dalla maggioranza – spiega il coordinatore provinciale di Si, Roberto Pavarini – non è maturata oggi ma arriva alla fine di un percorso nato con Sel, quando eravamo ancora parte attiva nel governo. Noi abbiamo ereditato l’alleanza con il Pd e l’abbiamo portata avanti con lealtà ma adesso la situazione è molto diversa rispetto al passato. E da quando non abbiamo più un rappresentante in giunta siamo stati coinvolti sempre meno. Un’alleanza si basa sulla condivisione, non sulla comunicazione di decisioni dall’alto».

Il passaggio del vicesindaco Sassi da Sel a Mdp, però, non è l’unico motivo che ha portato al divorzio fra i due schieramenti. «Una grossa divergenza c’è stata sulla questione dell’acqua a Reggio – prosegue Pavarini – noi volevano una società al 100% pubblica cosa che alla fine non è successa. Così come è naufragato un progetto al quale avevamo lavorato per molto tempo con lo stesso Pd: dei nuovi comitati di quartiere per coinvolgere maggiormente i cittadini in modo consultivo dopo l’abolizione delle circoscrizioni. Ma anche in questo caso, in modo del tutto unilaterale, la maggioranza Vecchi ha scelto di puntare su quello che è chiamato “Qua, quartiere bene comune”».

È un vero e proprio trattamento da “porta in faccia” quello raccontato dal coordinanote di Sinistra Italiana, replicato anche quando si è trattato di votare il bilancio di previsione. «In quel caso – prosegue Pavarini – ci siamo astenuti perché pur essendo ancora in maggioranza non siamo stati per nulla coinvolti. Ci è stato solo comunicato».

L’uscita dalla squadra capitanata da Vecchi, che ora oltre a lui conta 17 consiglieri Pd e 2 Mdp, è stata presa anche per ragioni di opportunità politiche. È da quando esiste la democrazia che nessun partito esce da un governo senza prima essersi fatto due conti in tasca. E nelle tasche di Sinistra Italiana ci sono già le schede elettorali. Non essere più legati a un patto di fedeltà può permettere loro di cominciare a pensare al 2019, quando a Reggio Emilia si terranno le amministrative. Entrando di fatto già in campagna elettorale.

«Abbiamo cominciato a lavorare – conclude il coordinatore – a una coalizione di sinistra che possa sfidare il Pd fra due anni. Vogliamo essere un’alternativa credibile al renzismo e abbandonare Vecchi ci è sembrato un gesto di coerenza con i nostri elettori».

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