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«Pene più severe, abbiamo ascoltato Reggio» 

«Pene più severe, abbiamo ascoltato Reggio» 

Il ministro Orlando ieri in città per presentare la riforma della giustizia: «Merito anche dei sindaci»

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REGGIO EMILIA. Sindaci e parlamentari del Pd reggiano portano all’incasso l’inasprimento delle pene richiesto a gran voce un anno fa al ministro Andrea Orlando. La goccia che aveva fatto traboccare il vaso era stata la notizia di tre ladri georgiani, catturati dalla polizia e subito liberati, che uscendo dal tribunale avevano cantato “Italia, Italia” celebrando così le maglie larghe della legge. Da quell’episodio i sindaci del Pd locale avevano chiamato a Reggio il compagno di partito, giunto ora all’approvazione della riforma della giustizia. Certo, ci sono voluti quattro anni e il voto di fiducia, ma alla fine è passata, anche se tra le polemiche di magistrati e avvocati penalisti. «Con questa riforma il processo può essere più rapido, dare più garanzie ai cittadini e avere carcerazioni più umane ed efficaci tramite un vero sistema di riabilitazione» ha detto Orlando a margine dell’incontro organizzato dal Partito Democratico in piazza Casotti. Poi la sottolineatura: «Nello specifico a Reggio c'è un tema che è stato posto da molti sindaci con grande forza che riguarda il tema del contrasto delle rapine in casa, che vede un inasprimento delle pene che non è fine a se stesso ma è finalizzato a consentire l'utilizzo di misure cautelari per chi viene preso mentre compie questi atti. Questo perché sappiamo che questo tipo di fenomeno non danneggia solo il patrimonio ma anche la psicologia delle persone che vengono colpite, soprattutto gli anziani, che perdono talvolta in modo irrimediabile quel senso di sicurezza che dovrebbe essere invece garantito. Quindi da questo punto di vista credo che ci sia una risposta chiara e forte, esattamente in linea con l’impegno che mi ero assunto con i sindaci che avevano promosso questo tipo di iniziativa». Una soluzione «per ridurre le tensioni sociali che sono giunte anche alle nostre latitudini» dice il segretario del Pd Andrea Costa, davanti agli “orlandiani” reggiani: Maino Marchi, Paolo Gandolfi, Roberta Mori, Antonella Incerti e via dicendo. Due soli renziani: il sindaco Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giammaria Manghi. E Orlando ricorda: «La mia figura ha soltanto un obiettivo: lavorare per ricomporre il centro sinistra. È stato il centro della battaglia politica del nostro congresso. Ci hanno detto che eravamo ingenui, illusi, il ballottaggio sta dimostrando che dove questo non si realizza vince la destra. Evitiamo che ce lo dimostrino anche alle elezioni politiche». (e.l.t.)

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