Gazzetta di Reggio

Reggio

Poiatica, l’allarme dei comitati «È come nella terra dei fuochi» 

Poiatica, l’allarme dei comitati «È come nella terra dei fuochi» 

Toano, ieri al Cavolaforum il convegno sulle ecomafie organizzato da “Fermare la discarica” Il giornalista Pino Ciociola: «Non c’è differenza tra nord e sud. Se non si è contro i clan si è con loro»

2 MINUTI DI LETTURA





TOANO . «Ricordiamoci che non c’è differenza fra Nord e Sud, e che se noi non siamo contro le mafie siamo con loro. Non esiste una terza via». Parole dure, quelle del giornalista Pino Ciociola di “Avvenire”, pronunciate durante il convegno sulle ecomafie organizzato ieri pomeriggio al Cavolaforum di Cavola dal comitato “Fermare la discarica”: al centro il tema ecomafie e la situazione della discarica di Poiatica.

«Trasi munnizza e nasci oro», entra immondizia ed esce oro: un titolo decisamente esplicativo che chiarisce il tema della giornata. Il convegno, poi chiuso da una tavola rotonda col sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, è iniziato con l’intervento di Cristiano Colò del comitato “Fermare la discarica”, che ha fatto un resoconto degli ultimi vent’anni di attività di Poiatica e delle tante problematiche emerse: dalle infiltrazioni mafiose tentate nel trasporto rifiuti alla gestione della struttura e ai potenziali pericoli sanitaria.

Dopo alcune letture di Maria Petronio e la testimonianza video della giornalista Sabrina Pignedoli, la parola è passata a Ciociola, che da anni lavora sulla terra dei fuochi campana. I paralleli sono tanti: «I responsabili principali dello sfruttamento dei rifiuti non sono né i mafiosi né la politica, che pure hanno i loro interessi e le loro responsabilità. Le principali responsabilità sono delle industrie, dell’economia, e su questo punto anche nostre. Mi spiego: su questo tema non possono esserci tre facce ma solo due. Se non sei contro le mafie, sei con loro, se accetti i loro comportamenti. Tutto ciò che è diverso dalla più intransigente legalità è schierarsi dall’altra parte», ha detto seccamente Ciociola. E «non è un problema di Nord e Sud: per anni i rifiuti del nord sono stati “smaltiti” al sud ma ora il percorso è inverso e i casi sono numerosi. Non si può pensare che sia sempre e solo un problema di qualcun altro. Mai come su questo tema, se si pensa di non essere coinvolti come in prima persona si finirà per naufragare da soli. Non voglio applausi qui: voglio che vi siano chiare queste cose», ha ribadito proiettando un raggelante video su decine di bambini morti per tumori nella terra dei fuochi, «per malattie che di solito hanno gli over 65 giapponesi che vivono vicino alle centrali nucleari». (adr.ar.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google