Gazzetta di Reggio

Reggio

«A Santiago per trovare nuova energia» 

di Cristina Fabbri
«A Santiago per trovare nuova energia» 

Daniela Tulino conclusa la chemio sta continuando la terapia ma non ha rinunciato al suo sogno: «Ora mi sento più forte» 

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REGGIO EMILIA. Daniela Tulino ci aveva accolto il mese scorso a casa sua, a Rubbianino di Quattro Castella. In braccio la sua adorata nipotina Sofia, di appena dieci mesi. «È il carburante di tutta la mia vita – ci aveva spiegato, varcata la soglia – questo cammino lo faccio per lei». Il cammino di cui parlava era il viaggio a Santiago che si accingeva ad affrontare. Daniela aveva un sorriso contagioso e una luce negli occhi travolgente mentre parlava. Aveva già preparato tutto per la sua partenza: uno zaino e, in particolare, una maglietta di “SenoNaltro”, l’associazione reggiana di cui fa parte che si occupa di donne operate al seno. A Daniela nel 2013 era stato diagnosticato un tumore al seno e sta continuando le cure ancora oggi: «Ho fatto la chemio, la radio e ora sto proseguendo la terapia – ci aveva detto –. Porterò con me le pastiglie». Un percorso, quello della lotta contro il tumore, che Daniela ha sempre affrontato con grande determinazione. «Non ho mai smesso di sognare, sai», ci aveva detto più volte durante il nostro incontro. E ci aveva raccontato perché, nonostante tutto, avesse scelto di realizzare il suo sogno: fare il cammino di Santiago di Compostela, un cammino da vivere come una rinascita, «per svuotare l’ampolla della mia vita per ri-riempirla di nuova energia», erano state le sue parole prima di imbarcarsi per Lourdes e arrivare poi a San Jean de Port. «Ho superato la chemio, ogni giorno con il sorriso. Ogni volta mi sono detta: per oggi un passo l’hai fatto». E lo stesso ha fatto a Santiago, ogni giorno tra il dolore, la fatica, le gambe doloranti, non si è mai arresa.

Abbiamo incontrato di nuovo Daniela al suo ritorno. Ha incontrato diverse donne lungo il cammino e ha fatto firmare loro la maglietta di SenoNaltro: «Per me ha un grande significato». Daniela ha fatto tappa a Ponferrada. «Ho depositato anche un sasso colto da mia nipote». Presso la croce di ferro molti pellegrini compiono un rituale: lasciano una pietra o altri oggetti ai piedi della croce. Questo simboleggia la liberazione dai peccati. Per Daniela significa lasciare due oggetti portatori di un forte messaggio interiore: il sasso e la maglietta. «Che emozione», ripete più volte. «È un luogo straordinario. C’è anche il caso che ci torni il prossimo anno e chissà, magari altre donne verranno con me». «Una parte del mio cuore è rimasta là», ripete. «Con questo cammino ho capito ancora di più l’importanza di essere, di vivere, di amare, di godere ogni attivo della vita terrena. Mi sento ora una donna nuova, diversa». La prima cosa che ha fatto, una volta tornata a casa, è stata quella di andare a trovare in ospedale il suo oncologo, il dottor Bisagni. «L’ho abbracciato e gli ho detto che sono passata da un viaggio oncologico a un cammino di vita, di gioia, di speranza». Gli ha portato la conchiglia, simbolo di quel cammino. «Gli ho detto che ho trovato un antidoto alla malattia, un nuovo modo per allontanare la negatività». Daniela Tulino è una donna molto forte, grintosa, nonostante il male che l’ha colpita. «Ho incrociato gli occhi di alcuni pazienti, quando sono tornata in ospedale; avrei voluto dire loro di non arrendersi, di amarsi, di continuare a sorridere». Insomma, avrebbe voluto raccontare che cosa ha portato a casa da questo viaggio, dire quello che ha detto a noi e che vorrebbe comunicare a tutti. «È importante trovare nella propria anima un luccichio e non perderlo più, nonostante tutto». Lei il luccichio l’ha trovato lungo il cammino di Santiago.

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