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Dalle fiamme di mercoledì 7 al restauro prima degli esami

Dalle fiamme di mercoledì 7 al restauro prima degli esami

REGGIO EMILIA. Mercoledì 7 giugno, ore 10.30. Da una finestra del secondo piano del liceo Chierici esce una grande fumata nera. In quella sezione sono contenuti vestiti, tessuti, materiale sintetico...

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REGGIO EMILIA. Mercoledì 7 giugno, ore 10.30. Da una finestra del secondo piano del liceo Chierici esce una grande fumata nera. In quella sezione sono contenuti vestiti, tessuti, materiale sintetico e manichini. Uno di essi prende fuoco per un fumogeno artigianale lanciato da una mano ignota.

Dalla gioia per l’ultimo giorno di scuola all’allarme il passaggio è immediato. Le studentesse e gli studenti escono dal palazzo e osservano da fuori la scena. Qualcuno combatte con estintori il propagarsi del rogo, in quattro finiscono intossicati. Le fiamme sono domate dai vigili del fuoco, ma resta da trovare il colpevole. Le ipotesi di reato sono incendio doloso e lesioni.

Il giorno dopo, la preside Maria Grazia Diana convoca tutti in assemblea. La condanna è ferma: allontanamento, bocciatura (a causa del 5 in condotta) e risarcimento dei danni richiesto al colpevole. Nessuno si fa avanti, nonostante l’appello della dirigente: «Il colpevole se ha una coscienza si farà avanti o altrimenti ci penserà chi ha il compito d’indagare».

Le indagini partono e proseguono, ma gli inquirenti (guidati dal sostituto procuratore Stefania Pigozzi, che coordina gli accertamenti della Mobile) si scontrano con un muro di omertà. Chi ha sbagliato non paga e i soldi per i lavori di ripristino (20mila euro circa) li sborsa la Provincia.

Gli interventi permettono di sistemare la struttura e garantire la possibilità ai diplomandi di svolgere gli esami di maturità che partiranno dopodomani con la prova d’italiano. Intanto, il caso è stato segnalato alla Procura minorile di Bologna. In primo appello è apparso un sospettato, ma non c’era nessun indagato. Qualora venisse scoperto che la responsabilità è di un minorenne (o più), il caso passerebbe per competenza alla Procura del capoluogo di regione.(g.f.)

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