Il Chierici fa festa, ma i sospetti restano
di Gabriele Farina
Nella Sala delle Colonne sfilata di moda, balletti, poesie e altri eventi allietano la serata: però vietato parlare delle indagini
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REGGIO EMILIA. Il liceo artistico Gaetano Chierici fa festa e guarda avanti. L’incendio di mercoledì 7 è un ricordo nella serata “Il Chierici siamo noi”. Nella Sala delle Colonne, davanti a oltre 150 persone, i ragazzi mettono in scena un evento tra musica ed esposizioni, balletti e gioielli, poesie e vestiti. Da un manichino in fiamme per un petardo artigianale partì il rogo costato 20mila euro di danni e quattro intossicati lievi. Il colpevole, a oggi, non è stato trovato. Tra le migliaia di commenti apparsi in rete qualcuno tira in ballo un sospettato esterno all’istituto, ma tra le varie figure della scuola (preside, docenti, studenti) nessuno conferma. Oggi s’insedia la commissione d’esame e l’imperativo da loro condiviso è guardare avanti.
«Niente accuse, redimiamoci». I primi a voler schiarire la mente sono le ragazze e i ragazzi. Sono loro il motore dell’iniziativa e non vogliono che sia fatta di tutta l’erba un fascio. «Vogliamo redimerci dall’idea sbagliata che siamo tutti incendiari – spiega Chiara Algeri, rappresentante d’istituto – e proporre un cambiamento. Vogliamo dimostrare ai ragazzi e ai genitori quanto facciamo a scuola: non dare fuoco ai corridoi, ma mettere in mostra le nostre abilità: questa è la nostra risposta». Sospetti e commenti negativi? «Non puntiamo il dito contro nessuno – riprende la studentessa – perché non siamo in grado e non vogliamo neanche esserlo».
«Siamo creativi, non vandali». Giorgio Teggi è uno dei docenti che ha spento le fiamme con un estintore. «Mi sono comportato come qualunque persona farebbe in un luogo di difficoltà – esordisce il docente – cioè ho cercato di utilizzare gli oggetti intorno a me e le mie conoscenze. Non sono un eroe. Quanto è successo è da condannare in tutti i modi. Il sospettato? Non so. Diffondiamo però la cultura creativa, quella che si studia e si pratica, che è quanto più lontano possibile da un gesto di distruzione e vandalismo. Ora pensiamo agli esami di maturità».
«Giovani figli dell’ambiente». Guarda agli esami di maturità anche la preside Maria Grazia Diana. «Abbiamo fatto una riflessione profonda, che continuiamo e continueremo a fare – spiega il dirigente scolastico – con la scuola, la famiglia e la società. Sospetti e commenti? Dobbiamo ripartire insieme. Oggi s’insedia la commissione dell’esame di Stato e dobbiamo dare positività ai ragazzi. Sono stupita e molto contenta che i lavori di sistemazione siano già finiti: l’unione fa la forza. La nostra comunità si ritrova. Vogliamo dimostrare che i sogni diventano realtà».
«Niente accuse, redimiamoci». I primi a voler schiarire la mente sono le ragazze e i ragazzi. Sono loro il motore dell’iniziativa e non vogliono che sia fatta di tutta l’erba un fascio. «Vogliamo redimerci dall’idea sbagliata che siamo tutti incendiari – spiega Chiara Algeri, rappresentante d’istituto – e proporre un cambiamento. Vogliamo dimostrare ai ragazzi e ai genitori quanto facciamo a scuola: non dare fuoco ai corridoi, ma mettere in mostra le nostre abilità: questa è la nostra risposta». Sospetti e commenti negativi? «Non puntiamo il dito contro nessuno – riprende la studentessa – perché non siamo in grado e non vogliamo neanche esserlo».
«Siamo creativi, non vandali». Giorgio Teggi è uno dei docenti che ha spento le fiamme con un estintore. «Mi sono comportato come qualunque persona farebbe in un luogo di difficoltà – esordisce il docente – cioè ho cercato di utilizzare gli oggetti intorno a me e le mie conoscenze. Non sono un eroe. Quanto è successo è da condannare in tutti i modi. Il sospettato? Non so. Diffondiamo però la cultura creativa, quella che si studia e si pratica, che è quanto più lontano possibile da un gesto di distruzione e vandalismo. Ora pensiamo agli esami di maturità».
«Giovani figli dell’ambiente». Guarda agli esami di maturità anche la preside Maria Grazia Diana. «Abbiamo fatto una riflessione profonda, che continuiamo e continueremo a fare – spiega il dirigente scolastico – con la scuola, la famiglia e la società. Sospetti e commenti? Dobbiamo ripartire insieme. Oggi s’insedia la commissione dell’esame di Stato e dobbiamo dare positività ai ragazzi. Sono stupita e molto contenta che i lavori di sistemazione siano già finiti: l’unione fa la forza. La nostra comunità si ritrova. Vogliamo dimostrare che i sogni diventano realtà».
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