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Reggio Emilia: auto piomba nel salone del barbiere  

di Jacopo Della Porta
Reggio Emilia: auto piomba nel salone del barbiere  

Il conducente è scappato ma è stato poi rintracciato dai carabinieri. Il parrucchiere: “Per fortuna non ero al lavoro...”

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REGGIO EMILIA. La scena ieri mattina sembrava quella di un attentato. La serranda divelta, la vetrata abbattuta e all’interno come se ci fosse stata un’esplosione, con una parete divisoria crollata e gli arredi distrutti.

A provocare la devastazione non è stata una bomba ma un’auto piombata all’interno del salone di Vincenzo Granito di corso Cairoli, proprio davanti alla caserma dei carabinieri reggiani.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.15512192:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/reggio-emilia-auto-piomba-nel-salone-del-barbiere-come-una-bomba/77608/78021]]

«È accaduto alle 5.30 di mattina: per fortuna non ero dentro con i miei clienti, altrimenti chissà cosa sarebbe successo», commentava ieri l’acconciatore, che dal 1983 gestisce la sua attività in corso Cairoli ed è molto noto in città.

L’auto che ha distrutto il negozio è una Toyota Yaris di colore nero, che dopo essere entrata nel salone ha fatto retromarcia ed ripartita, incredibilmente ancora marciante dopo un urto del genere.

«Un carabiniere che dorme qua davanti, nella caserma - spiega Granito - si è affacciato alla finestra quando ha sentito il botto e ha subito preso il numero di targa dell’auto che se ne stava andando. Poi i carabinieri sono venuti a casa mia e mi hanno portato nel negozio.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.15512231:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2017/06/20/fotogalleria/reggio-emilia-auto-nel-salone-del-barbiere-le-immagini-1.15512231]]

All’inizio si pensava fosse stato un furto ma presto si è capito che era un incidente, anche perché non c’è nulla da rubare da me».

Grazie al numero di targa il conducente della vettura è stato identificato, rintracciato e convocato in caserma. Ieri mattina l’automobilista, un 30enne del Burkina Faso, ha spiegato di essersi distratto e avrebbe fatto cenno anche a un problema meccanico. Poi dopo l’incidente la sua prima preoccupazione è stata quella di recarsi sul posto di lavoro. Avrebbe comunque riferito che era sua intenzione tornare sui suoi passi (e del resto difficilmente poteva sperare di non essere scoperto).

I danni provocati dalla Toyota Yaris sono ingentissimi. La vettura, proveniente da via Mazzini, probabilmente a velocità abbastanza sostenuta, si è comportata come un caterpillar: ha spinto la poltrona del barbiere ed altri arredi contro la parete interna e l’ha distrutta. L’auto ha preso in pieno la saracinesca, che non era protetta in quel momento da alcuna auto in sosta.

Ieri, giorno di chiusura del salone, alcuni artigiani erano al lavoro per effettuare i primi lavori, almeno alla saracinesca per chiudere l’accesso. «Per fortuna l’automobilista era assicurato - dice Granito - e questo è un bene visto che di questi tempi accade sempre più spesso anche il contrario. Sarebbe stato un problema in più».

Il salone di corso Cairoli è sempre molto frequentato, da clienti ma anche da amici del titolare che si fermano per fare due chiacchiere, come avviene un po’ in tutti i negozi dei parrucchieri che sono aperti da lunga data.

Il barbiere ora è al lavoro per riprendere il prima possibile l’attività, assistito anche dal suo avvocato, Mattia Fontanesi, che sta seguendo la pratica con l’assicurazione. «Per mettere mano ai lavori - diceva ieri il titolare - aspetterò comunque l’assicurazione. Ci sarà molto da fare visto quello che è successo».

I militari reggiani, che ieri mattina hanno ascoltato il conducente, stanno valutando la sua posizione.

Di certo lo straniero subirà una contravvenzione, per le infrazioni al codice della strada, e rischia di perdere alcuni punti della patente.

 

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