Gazzetta di Reggio

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Biciclettata bloccata dalla corsa delle auto sulla strada statale 63 

di Alessandro Zelioli
Biciclettata bloccata dalla corsa delle auto sulla strada statale 63 

Carpineti, penalizzata la “Festa del Pedale” di Marola Gli organizzatori: «Nessuno ci ha avvisato della chiusura»

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CARPINETI. Due eventi sovrapposti e la stessa strada di passaggio: è quanto accaduto domenica sulla statale 63, quando lo slalom automobilistico “Bocco-Casina” ha bloccato i ciclisti che stavano salendo a Marola per partecipare alla “Festa del Pedale”, organizzata dalla Pro loco della frazione carpinetana. «Una cosa inaudita», racconta Vittorio Malvezzi, nello staff della Pro Marola e organizzatore dell’evento dedicato alle mountain bike.

«Per ore – continua – la manifestazione ha impedito il transito verso la montagna di molti cicloturisti. I gruppi che volevano salire verso le località di montagna sono stati stoppati al Bocco. A riferircelo sono stati quei pochi che sono riusciti a salire, aggirando il blocco imposto da un gruppo di persone non identificate quando ancora la gara delle auto non era partita».

Cosa è successo?

«I cicloturisti si sono trovati la vecchia statale 63 chiusa. Le uniche alternative, a quel punto, sarebbero state le gallerie oppure imboccare via Cavazzone e poi Regnano o Paullo: percorsi molto più lunghi e impegnativi, che avrebbero portato a Marola ciclisti già stremati e in ritardo per gli eventi in programma. Il risultato è che, a parte la ventina passata prima che il blocco venisse attuato – la strada è stata chiusa verso le 9 – gli altri hanno deciso di rinunciare a salire a Marola».

Voi come l’avete presa?

«Siamo andati su tutte le furie. Avevamo allestito tutto: premi, buffet e pasta party. Abbiamo dovuto salvare il salvabile, ma questo non ha attenuato il nostro disappunto».

Oltre al vostro evento, lei ha un altro cruccio?

«Sì. Assieme ai colleghi della Pro Marola ci siamo chiesti se sia corretto, in una domenica di metà giugno, lungo un tratto di strada sempre gremito di ciclisti attratti dal fresco e dalle località dell’Appennino, chiudere l’unica via d’accesso alla montagna per chi proviene da Reggio o dalla pianura. Oltre ad aver procurato un danno a chi si è prodigato per offrire ai ciclisti una giornata piacevole, sono stati penalizzati molti appassionati di questo sport in chiave turistica».

Forse è mancato un po’ di coordinamento?

«Direi piuttosto di comunicazione: l’informativa della chiusura della statale 63 non è pervenuta in tempo utile a sportivi, organizzazioni coinvolte e neppure al Cciss Viaggiare Informati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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