Gazzetta di Reggio

Reggio

Poviglio, operaio 46enne nei guai per estorsione

di Marco Costanzini
Poviglio, operaio 46enne nei guai per estorsione

Per i carabinieri voleva 300 euro per restituire a un’imprenditrice i documenti spariti dall’auto, ma lui nega in aula

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POVIGLIO. Secondo i carabinieri ha escogitato un piano per ricattare un’imprenditrice reggiana, a cui sono stati sottratti il giorno prima documenti personali e aziendali dall’auto, parcheggiata a Campegine in via Aldo Moro. Le ha poi telefonato, chiedendole 300 euro per restituire i documenti, dandole appuntamento a Poviglio, ma prima di presentarsi all’incontro la vittima ha avvisato i carabinieri della stazione di Castelnovo Sotto che, dopo aver fotocopiato le 6 banconote da 50 euro da consegnare all’estorsore, sono intervenuti non appena si è concluso il “passaggio” soldi-documenti tra i due.

Con l’accusa di estorsione, i carabinieri hanno arrestato il 46enne calabrese Michele Zavaglia, residente a Poviglio.

I fatti – come ricostruiti ieri dagli inquirenti in tribunale a Reggio – risalgono alla sera di venerdì scorso quando, tra le 21 e le 23, dopo aver rotto il deflettore, qualcuno si sarebbe introdotto nell’auto dell’imprenditrice 50enne reggiana, rubando materiale informatico – un computer portatile e uno scanner – oltre a documenti personali ed aziendali dell’imprenditrice. Il giorno successivo la vittima è stata raggiunta telefonicamente da uno sconosciuto, ovviamente l’operaio 46enne di Poviglio, che le ha comunicato di essere in possesso dei suoi documenti. Non si trattava però di un benefattore, come ha presto intuito la donna, ma di un estorsore: per riconsegnare materiale e documenti rubati, infatti, l’uomo ha chiesto 300 euro in contanti. I due si sono così accordati per incontrarsi, concordato di vedersi nel comune di Poviglio, ma l’imprenditrice aveva già pronta la contromossa: ha infatti prontamente denunciato il tentativo di estorsione ai carabinieri della stazione di Castelnovo Sotto che, dopo aver fotocopiato preventivamente le 6 banconote da 50 euro che dovevano essere consegnate all’estorsore, si sono presentati all’incontro, intervenendo una volta che le operazioni tra i due si sono concluse: l’estorsore era ovviamente ancora in possesso delle banconote appena ricevute e dal suo telefono non erano state cancellate le prove della tentata estorsione. La donna si è dunque vista restituire l’intera refurtiva oltre alla somma in contanti che aveva appena consegnato all’uomo, vedendo andare a buon fine quanto sperava di ottenere dopo essersi rivolta ai carabinieri di Castelnovo Sotto.

A tutto ciò – davanti al giudice Alessandra Cardarelli – ha replicato l’indagato, assistito dall’avvocato parmigiano Lorenzo Isoppo. In aula il 46enne ha detto di aver trovato una carpetta contenente i documenti e per restituirli ha contattato sul telefonino l’imprenditrice. «Le devo qualcosa?» le avrebbe detto la donna, facendo riferimento ad una ricompensa. «Veda lei» la risposta dell’operaio che ha dato appuntamento all’imprenditrice a Poviglio, a casa di amici. E ha aggiunto d’aver accettato di buon grado la ricompensa di 300 euro, restituendo quanto trovato. Ma appena avvenuto lo scambio, sono intervenuti i carabinieri. Il giudice Cardarelli ha poi convalidato l’arresto e disposto gli arresti domiciliari per Zavaglia che sarà processato a fine giugno. «Il mio assistito si dichiara estraneo – dice a fine-udienza il difensore – e in questa storia vi sono troppe anomalie, ci difenderemo nel processo».(m.c.-t.s.)



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