Gazzetta di Reggio

Reggio

Patto per l’occupazione nel cratere della crisi  

di Enrico Lorenzo Tidona
Patto per l’occupazione nel cratere della crisi  

Partiti i lavori del tavolo sul prestito sociale tra politici locali e Federconsumatori  Venti comuni di Bassa e Val d’Enza colpiti dai crac delle coop preparano il rilancio

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REGGIO EMILIA. Con oltre 1,5 miliardi di euro di passivi accumulati, la crisi delle grandi cooperative edili reggiane è esplosa formando un cratere. L’epicentro è tra Reggio Emilia e la bassa, dove risiedono parte consistente delle migliaia di lavoratori diretti e indiretti coinvolti nei crac di Unieco, Coopsette e Cormo, senza scordare quelli più datati di Cmr Reggiolo e Orion di Cavriago. Ad ampliare l’emergenza anche la crisi della Artoni Trasporti di Guastalla, che tanto lavoro assicurava in provincia.

Per ridurre l’impatto, venti comuni della bassa reggiana e della Val d’Enza sono pronti a stipulare un patto per l’occupazione, venuto a galla durante l’insediamento ieri in Provincia del tavolo sul prestito sociale delle coop crollate, coordinato assieme al sindaco di Reggio Luca Vecchi, al presidente di Federconsumatori Giovanni Trisolini e ai politici reggiani.

Monitoraggio, formazione, stimoli per l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali e ricollocazioni saranno il succo del patto che sarà presentato nei prossimi giorni dal presidente della Provincia Giammaria Manghi insieme all’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi insieme con sindaci e associazioni di categoria. Si tratta di replicare il patto già sottoscritto nelle Valli del Reno e del Setta, a Bologna, dove erano deflagrate crisi come quella della Philips che da sola ha spazzato via centinaia di posti di lavoro. L’idea è di far partire un monitoraggio in forma aggregata delle offerte di lavoro, dei fabbisogni di competenze, dell’andamento settoriale delle imprese. Inoltre di individuare opportunità di impresa e mappare spazi da adibire ad attività imprenditoriale.

L’azione di contrasto alla disoccupazione ha un forte valore anche sull’impatto sociale dei territori, chiamati ad assorbire l’emergenza in periodi di scarsità di risorse e di opportunità. Tema toccato ieri durante l’insediamento del tavolo provinciale attraverso il quale dare ascolto ai soci delle coop crollate nel Reggiano. Insieme a Vecchi, Manghi e Trisolini, ieri hanno preso posto sui banchi del consiglio provinciale un rappresentante per ciascuna coop (compresa la San Prospero), e dall’altro lato i politici. Dal deputato Maino Marchi (Pd), alle senatrici Leana Pignedoli (Pd) e Maria Mussini (gruppo misto), ai consiglieri regionali Roberta Mori (Pd), Silvia Prodi (Articoli 1-Mdp) e Yuri Torri (Sinistra Italiana). A tenere alta la bandiera della Lega delle Cooperative c’era Andrea Volta, che conferma l’impegno per tentare di trovare risorse e coprire in parte il prestito sociale bruciato dalle crisi. Il 40% della somma indicato da Federconsumatori, sembra però lontano dalle risorse disponibili.

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