Gazzetta di Reggio

Reggio

Provincia a secco rinegoziati i mutui 

Provincia a secco rinegoziati i mutui 

Per chiudere il bilancio di previsione riviste le condizioni Manghi: servono soldi o chiudiamo strade e scuole insicure

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Qui riusciamo a chiudere il bilancio di previsione ma perché ci mettiamo l’avanzo di amministrazione e perché abbiamo rinegoziato i mutui». Così, in maniera sintetica ma decisa, il presidente della Provincia di Reggio, Giammaria Manghi, ha descritto la situazione locale a margine del seminario nazionale dell’Unione delle Province italiane (Upi) tenutosi ieri a Bologna. Un evento organizzato per chiedere più risorse al Governo e colmare i tagli decisi dalla riforma firmata dall’ex sindaco di Reggio Graziano Delrio, «alla quale sono mancati poi adeguati finanziamenti». «I soldi in manovra sono insufficienti per chiudere il 30 giugno i bilanci di previsione delle Province - ha detto Manghi - ci assicurano solo 180 milioni di parte corrente contro i 680 milioni di fabbisogno stimati a livello nazionale. A questo si aggiunge la questione degli investimenti, che restano fermi. Poi succede come al presidente della Provincia di Pescara, che per non essere nelle condizioni di intervenire è stato indagato per il dramma di Rigopiano. Noi a Reggio abbiamo cercato di fare il possibile ma ci restano sempre le solite decine di ponti, i 960 chilometri di strade, i 21 complessi scolastici e via dicendo. Servono risorse altrimenti chiuderemo le strade e le scuole eventualmente insicure».

I presidenti delle Province hanno definito ieri gli enti «al collasso», con «casse vuote, strade chiuse e scuole in dissesto», trasformando il seminario tecnico in uno sfogatoio. Proprio a Manghi, renziano da sempre vicino a Delrio, è toccato il compito non facile di chiudere la prima parte del seminario in qualità di presidente dell’Unione delle Province per l’Emilia-Romagna. «La colpa non è della sua riforma ma della mancanza successiva dei finanziamenti» dice Manghi che, come atto cautelativo, ha presentato in procura tre mesi fa un esposto per mettere al riparo dirigenti e personale dalle possibili conseguenze legate alla mancanza di risorse per il funzionamento dell’ente, trasformato in ente di secondo livello dalla legge Delrio del 2014, ma rinvigorito dopo la vittoria del no al referendum costituzionale. Quelle Province che esistono ma i soldi per svolgere le funzioni mancano. Del resto, con l’andare del tempo, Manghi stesso non ha fatto mistero delle difficoltà nella gestione ordinaria dell’ente di Palazzo Allende da lui presieduto. L’obiettivo che si è dato con gli altri presidenti è la prospettiva della legge di bilancio 2018, che dovrà «garantiure il ripristino di un adeguato livello di erogazione dei servizi». (e.l.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google