Reggio Emilia, all’Arena nessuna struttura residenziale
La garanzia dal municipio, che vara un protocollo per l’area di Campovolo con le associazioni di categoria. Cna dice sì. Lite M5S-Pd
REGGIO EMILIA. Il puzzle dell’Arena eventi del Campovolo si completa con nuovi tasselli. Oggi scade il bando per scoprire chi si occuperà dell’area spettacoli che potrà ospitare fino a 100mila persone. Il Comune sta lavorando a una struttura di valorizzazione turistica da sviluppare con le associazioni di categoria. Un percorso ancora in itinere che per ora è in fase di incontri preliminari. Tuttavia, un primo sì giunge dalla sede provinciale della Cna.
«Vediamo con favore l’idea di un luogo per piccoli e grandi eventi a Reggio Emilia, in una zona oggetto di profonda trasformazione come il Campovolo e l’area Reggiane – spiega Giorgio Lugli, presidente Cna Reggio Emilia – a condizione che questo non rappresenti il “tutto” ma una parte del progetto di valorizzazione turistica di Reggio Emilia e provincia che dovrà vedere il giusto protagonismo, in ogni sua fase, del sistema delle piccole e medie imprese territoriali».
Un territorio che chiede risposte. Qualche giorno fa il laboratorio Arsave pose quattro domande all’amministrazione. In sintesi, le richieste sono: «Perché fare propaganda sul consumo di suolo, inserendo nel progetto i 25 ettari di parco urbano già esistenti? Perché utilizzare beni comuni e di utilità pubblica come quell'area e le stesse risorse della Regione (1,7 milioni) per interessi non esclusivamente pubblici e, soprattutto, senza coinvolgere preventivamente cittadine e cittadini, vincolandoli per ben 18 anni? Qual è la strategia di promozione culturale e turistica della nostra città? S’ipotizza di avere concerti di Bruce Springsteen ogni anno?».
Due questioni sono giunte invece ieri in consiglio comunale. A porle Alessandra Guatteri, consigliere del Movimento 5 Stelle. «Sono previsti interventi residenziali? E su quali terreni?», chiede Guatteri in un’interpellanza all’assessore alla Rigenerazione urbana Alex Pratissoli.
La risposta dell’assessore è puntuale e chiara: «Nella zona dell’aeroporto e nelle aree limitrofe non sono previste nuove abitazioni residenziali da approvare o da programmare nel Piano operativo comunale. C’è qualche parte di ristrutturazione edilizia, con possibilità di cambio uso, ma non riguarda l’ambito residenziale, ma il campo del servizio e dell’interesse pubblico. A Campovolo si prevedono esclusivamente attività temporanee, feste, eventi e iniziative di tipo ricreativo».
Pratissoli aggiunge poi che «sarà prevista la possibilità di insediamenti a carattere temporaneo, come previsto dalla legge regionale, per un massimo di sei mesi. Ci potranno essere pubblici esercizi, attività ricreative e di commercio. Le uniche opere permanenti riguarderanno l’area nord-ovest, in cui avverrà il recupero della struttura esistente».
Cosa accadrà, dunque? «Vi potranno essere pubblici esercizi come bar – anticipa l’assessore – attività culturali, ricreative e di spettacolo, un’unità di vendita al dettaglio di massimo 250 metri quadri. Tuttavia, non vi sarà nessun alloggio, né temporaneo né permanente».
Sulla stessa lunghezza d’onda Andrea Capelli, capogruppo del Partito democratico in Consiglio, che attacca apertamente i pentastellati. «Non si capisce cosa hanno scoperto e guardando quali carte – attacca il capogruppo – perché da due mesi sono pubblicati sul sito internet dell’aeroporto i bandi e gli atti, come sul sito internet del Comune. Prima creano la notizia, poi l’interpellanza: si dovrebbe fare al contrario. Non possiamo più cimentarci in discussioni con il M5S: danno per buoni dati scoperti su Facebook e da “bar sport”. Ci auguriamo da ora si parli di atti concreti».
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