Reggio Emilia, strage di alberi al parco Martiri di Villa Sesso
Il Movimento 5 Stelle denuncia 27 tagli senza autorizzazione: «Chi l’ha fatto deve ripristinare subito tutto a spese proprie»
REGGIO EMILIA. Doveva essere un singolo abbattimento, è stata una strage. Al parco Martiri di Villa Sesso qualcuno ha approfittato dell’autorizzazione rilasciata dal Comune per un unico pioppo per estendere l’azione a oltre 25 altri esemplari “innocenti”.
Chi è stato? Ancora non si sa. Il Comune ha affidato i lavori a una ditta, il cui nome non compare nel cantiere. Di certo, chi ha sbagliato dovrà pagare. Quanto? Nel 2014, per un caso analogo a Reggio, un’azienda ricevette sanzioni cumulative comprese tra 60 euro a pianta (per ogni albero con diametro fino a 25 centimetri) a 100 euro (per ogni albero con diametro fino a 35 centimetri).
Ripercorriamo i fatti. Nell’area verde a nord della città del Tricolore sono state fatte 210 piantumazioni tra il 2015 (10) e il 2016 (le restanti 200). Sette giorni fa il Comune decise di abbattere un pioppo giudicato pericoloso e malandato da una valutazione del Consorzio Fitosanitario. Il giorno dopo, mercoledì 14, è stato disposto l’abbattimento, con la promessa che tra autunno e inverno (la stagione opportuna) sarà messo a piantumazione un nuovo albero.
Qualcosa però è andato storto, come quantificato da Norberto Vaccari, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle: «Un pioppo di grandi dimensioni (tagliato senza autorizzazione), un albero di medie dimensioni, 25 alberi di medie dimensioni di 4 anni messi a dimora due anni fa dai volontari del M5S». Per questi tagli non autorizzati Vaccari domanda all’assessore all’Ambiente, Mirko Tutino, «un immediato ripristino a spese di chi ha svolto i lavori di tutti gli esemplari abbattuti».
Il consigliere comunale chiede anche di «multare pesantemente chi ha svolto i lavori». Vaccari riprende altresì un dettaglio, garantendo che «diverse problematiche ed alcuni abbattimenti di piccoli alberi si erano già verificate durante la messa in posa di tubature».
Resta il dubbio: chi è stato? «Da testimonianze raccolte – aggiunge Vaccari – l’unico abbattimento autorizzato del pioppo di grandi dimensioni è stato sollecitato dai proprietari di una abitazione in fase di completamento. Ma tutto il resto? Non è autorizzato ed è un danno alla collettività di Sesso. Il cantiere dell’abitazione tra l’altro, come si può evincere dalle foto, rimane “in bianco”. Non si sa chi stia svolgendo i lavori. Chiediamo all’assessore Tutino di verificare».
La proprietà dell’abitazione è citata nel comunicato ufficiale del Comune, in cui si annunciava che “il progressivo decadimento delle strutture legnose attualmente osservato non garantisce la sicurezza statica della pianta, che dunque costituisce un pericolo sia per l’incolumità dei frequentatori dell’area pubblica che per la proprietà privata posta nell’area di influenza della sua chioma”.
«Qualche sospetto c’è – conclude Vaccari –. Si deve però rispettare chi si è preso le giornate di tempo libero per piantumare e, in generale, tutti i reggiani». (g.f.)
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