Reggio Emilia, lo sfogo di una cittadina: «Siamo indifesi davanti ai ladri»
Una residente di Sesso vittima di un furto in casa: «Allarme e inferriate basteranno?»
REGGIO EMILIA. «Subire un furto in casa è un’esperienza choccante. Entrare in casa e trovare tutto a soqquadro è un’esperienza che lascia il segno». Nadia Torelli vive in via Zamboni a Sesso: la sua è una delle tante famiglie che hanno dovuto fare i conti con una visita sgradita.
«Domenica io, mio marito e mio figlio di 20 anni eravamo fuori a cena – racconta la donna –. Siamo tornati alle 23 e subito abbiamo visto che l’anta di un garage era aperta. Appena entrati abbiamo visto che l’Audi A1 di mio figlio, comprata appena un anno fa, era stata rubata».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.15513212:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.15513212:1652292139/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Le brutte sorprese erano solo all’inizio. «Siamo entrati in casa e abbiamo trovato tutto sottosopra. Abbiamo capito che i ladri sono entrati dalla finestra del primo piano del bagno, forzandola con un piede di porco».
Dall’abitazione sono scomparsi oggetti in oro per un valore di duemila euro. «Ma il danno morale è altissimo. Hanno rubato l’oro di mia suocera, morta 15 giorni fa e hanno rubato le nostre fedi...».
Gli intrusi sono poi passati alla camera da letto del giovane, dove hanno rovistato negli armadi. «Fino a quando non hanno trovato le chiavi dell’auto e allora hanno deciso di prenderla. Nell’uscire hanno sbattuto con l’auto contro il cancello, perché lo hanno danneggiato e abbiamo trovato i segni. Una vicina di casa ha detto di aver sentito dei rumori alle 22. 30».
A distanza di due giorni il senso di smarrimento provato dalla famiglia è persino accresciuto. «Si sente la mancanza di sicurezza. Abbiamo deciso di installare le inferriate e l’allarme. Ma mi chiedo se basterà a fermarli. L’impressione è di essere indifesi davanti a persone che vanno ovunque, senza avere nulla da perdere e alla fine sei fortunato se non sei in casa quando entrano. Come genitore ti senti anche dispiaciuto perché è come se non avessi protetto tuo figlio».
La ferita inferta da questo episodio di criminalità è tale che la famiglia ha cambiato i suoi piani per i prossimi giorni. «Dovevamo andare in ferie ma abbiamo deciso di non partire». (j. d. p.)
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