Bimba chiusa in auto L’accusa al padre: abbandono di minore
La Procura ha acquisito l’informativa della Municipale Si tratta di un genitore, aggiunta anche l’aggravante
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SCANDIANO. Si aggrava la posizione del padre della bimba trovata il 13 giugno scorso chiusa nell’auto di famiglia nel parcheggio della Coop di Scandiano sotto il solleone. Nonostante il caldo intenso, la bimba era stata lasciata all’interno del veicolo, facendo scattare l’allerta tra i passanti. Sul posto erano intervenuti gli agenti della polizia municipale, che tre giorni dopo hanno depositato in Procura a Reggio un’informativa. Il padre, ora, è stato formalmente denunciato per abbandono di minore. Accusa alla quale si aggiunge anche l’aggravante perché il responsabile dell’abbandono è proprio un genitore, allontanatosi probabilmente per riuscire a fare la spesa. L’uomo è stato identificato e quindi denunciato. Il fascicolo aperto dalla procura e transitato sul tavolo del procuratore capo Giorgio Grandinetti, verrà affidato ora a uno dei suoi sostituti, che si occuperà della vicenda.
Le elevatissime temperature, unite all'abitacolo metallico e ai finestrini chiusi avevano fatto probabilmente agitare la bambina, che è stata così notata da alcune persone che passavano nel parcheggio. Subito si era formato un capannello di persone, tra le quali c’era anche un agente fuori servizio della polizia municipale Tresinaro Secchia, che si è dato da fare per liberare la bimba e ha avvisato i suoi colleghi. Gli agenti sono intervenuti rapidamente con gli strumenti necessari a forzare la portiera dell’auto. Così la piccola, una bimba di 7 anni, è stata liberata ed è bastata la “libertà” per farla stare meglio. A parte lo spavento e il caldo, non c'erano state conseguenze sanitarie serie. Sistemata l’emergenza, gli agenti della municipale hanno rintracciato i genitori (si sarebbero giustificati dicendo che la piccola aveva fatto i capricci perché non voleva andare con loro a fare la spesa) e ascoltato le testimonianze di diverse persone, contenute ora nel fascicolo. (e.l.t.)
Le elevatissime temperature, unite all'abitacolo metallico e ai finestrini chiusi avevano fatto probabilmente agitare la bambina, che è stata così notata da alcune persone che passavano nel parcheggio. Subito si era formato un capannello di persone, tra le quali c’era anche un agente fuori servizio della polizia municipale Tresinaro Secchia, che si è dato da fare per liberare la bimba e ha avvisato i suoi colleghi. Gli agenti sono intervenuti rapidamente con gli strumenti necessari a forzare la portiera dell’auto. Così la piccola, una bimba di 7 anni, è stata liberata ed è bastata la “libertà” per farla stare meglio. A parte lo spavento e il caldo, non c'erano state conseguenze sanitarie serie. Sistemata l’emergenza, gli agenti della municipale hanno rintracciato i genitori (si sarebbero giustificati dicendo che la piccola aveva fatto i capricci perché non voleva andare con loro a fare la spesa) e ascoltato le testimonianze di diverse persone, contenute ora nel fascicolo. (e.l.t.)
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