Gazzetta di Reggio

Reggio

La banda larga invaderà tutte le scuole 

di Gabriele Farina

Da Comune e Lepida spa arrivano 900mila euro d’investimenti per una copertura internet di 41 chilometri in 127 luoghi

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REGGIO EMILIA. Quasi 900mila euro d’investimenti (Iva esclusa) per realizzare una copertura di 41 chilometri di banda ultra larga pubblica nella città del Tricolore.

Ecco i tratti salienti del protocollo d’intesa sul digitale siglato ieri al Palazzo dei Musei. Un luogo non casuale, visto che nella zona saranno concentrati una quarantina dei 119 punti Wi-Fi attivati entro fine giugno. «Si potrà accedere a EmiliaRomagnaWiFi senza autenticazione e con la banda ultra larga», anticipa Gianluca Mazzini, presidente della società per azioni Lepida.

La rete regionale ha investito 330mila euro per il nuovo progetto, mentre i restanti 506mila euro (sempre Iva esclusa) provengono dal Comune. L’obiettivo è portare la “connessione super veloce” in 127 strutture, di cui oltre 90 all’interno delle scuole. Vi saranno modalità di navigazione protetta e si studia se e in quali orari far navigare gli studenti in piattaforme come Facebook. Il resto è composto da centri sociali e sedi di servizi istituzionali. Nelle prime due fasi, attivate da luglio a febbraio 2018, si collegheranno gli anelli della rete alla banda ultra larga. Nella fase 3 si ricorrerà anche ai canali radio per raggiungere le zone più esterne della città. Oltre al Comune, il protocollo è stato sottoscritto da 33 organizzazioni locali. Per il sindaco Luca Vecchi si tratta di «un salto di qualità importante di un sistema competitivo». Ma Reggio quanto è competitiva? Tanto, per la classifica stilata da Ernst & Young.

La multinazionale di servizi professionali ha pubblicato un indice su quanto le città italiane sono intelligenti (Smart City Index). Nella graduatoria, Reggio Emilia figura all’ottavo posto nazionale e al terzo regionale dietro Bologna (prima assoluta) e Parma (quinta in lizza). Nello specifico, la nostra città è quinta alla voce “applicazioni e servizi”, settima sulla “cittadinanza intelligente”, undicesima per “visione di strategia”, dodicesima per “piattaforma di consegna”, diciannovesima come “infrastruttura” e trentasettesima come “sensoristica”. «Siamo tra i primi dieci in Italia – commenta Vecchi – e avendo davanti a noi le più grandi città dl Paese vuol dire che siamo in prima linea. Ci sono parametri da migliorare e con questo grandissimo investimento faremo un salto di qualità».

Il termine è già stato fissato per il 2020 e coincide con un obiettivo regionale. «Vogliamo essere i primi in Italia con il 100% di connessioni in tutte le scuole e le imprese, sia al Ventasso sia nel capoluogo», rimarca Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna. La Regione ha contribuito per il progetto (su larga scala) con 75 milioni di euro, di cui 49 per le zone “marginali” e 26 milioni di euro per quelle 160 imprese che il governatore definisce «locomotive».

Un treno che corre è per Bonaccini la sfida del digitale. Occorre salire subito a bordo o si rischia di restare indietro (ed esclusi digitalmente). «Non si posa la banda ultra larga con un semplice “click” – riprende il governatore – ma servono tanti cantieri. Non possiamo perdere tempo». Insomma, o si sale o si scende. «Bisogna andare avanti con la velocità necessaria – rimarca Bonaccini – e se qualcuno non è d’accordo siamo amici come prima, ma noi andremo avanti». «In tempi rapidi completeremo questa grande autostrada digitale», conclude il sindaco Luca Vecchi.

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