Maturità, esami al via per 3.694 studenti nelle nostre scuole
di Luciano Salsi
Il numero maggiore lo presenta il Moro seguito dal Canossa Oggi la prima prova di italiano identica per tutti gli istituti
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REGGIO EMILIA. Per il ministero dell’Istruzione sono gli esami di stato del secondo ciclo. Quasi tutti preferiscono la vecchia denominazione esami di maturità per le prove che avranno inizio questa mattina alle 8, 30 in tutta l’Italia. Nella nostra provincia vi sono impegnati 3. 624 studenti interni e 70 privatisti, in totale 3. 694 candidati, il numero più alto nella nostra regione dopo Bologna (6. 456) e Modena (5. 581). Rispetto all’anno scorso si riscontra un aumento di 150 interni e 14 privatisti, mentre dal confronto con il 2015 risultano rispettivamente una crescita di 274 unità e una diminuzione di 7. Fino a pochi anni fa i candidati erano equamente distribuiti fra i tre ordini di scuola. Ora quelli dei licei (1. 478) prevalgono nettamente su quelli degli istituti tecnici (1. 198) e dei professionali (1. 018). Il numero maggiore lo presenta il liceo Moro (circa 300), seguito da Canossa (250), istituti Nobili e Pascal (230) e liceo Ariosto-Spallanzani (220).
Il compito di esaminarli spetterà a 91 commissioni, a ciascuna delle quali sono affidate due classi. Le compongono un presidente, scelto fra dirigenti scolastici e professori di maggiore anzianità, e da sei commissari, tre esterni e tre interni. Oggi si svolgerà la prima prova di Italiano, identica per tutte le scuole d’Italia, che consiste nello svolgimento, nel tempo massimo di sei ore, di un tema da scegliere fra i quattro (in realtà sette) formulati dal ministero e trasmessi questa mattina per via telematica ad ogni istituto. La traccia A propone l’analisi di un testo di poesia o letteratura. La traccia B riguarda la stesura di un saggio breve sulla base dei documenti forniti dal ministero. Si può scegliere fra l’ambito artistico-letterario (B1), il socio-economico (B2), lo storico-politico (B3) e il tecnico scientifico (B4). Vi sono poi le tracce C, di storia, e D, d’attualità. La seconda prova, domani, è diversa per ciascun indirizzo: latino per i licei classici, matematica per gli scientifici, prima lingua straniera per i linguistici, scienze umane per gli ex-magistrali, economia aziendale per gli ex-istituti per ragionieri, topografia per gli ex-geometri e altre discipline per i singoli indirizzi. Lunedì i candidati dovranno affrontare la terza prova che concerne quattro materie ed è composta da dieci-dodici quesiti a cui rispondere in tre ore. È l’unica prova formulata dalle singole commissioni, classe per classe, anziché dal ministero. Prova che sarà abolita dal 2019.
Per la valutazione degli scritti le commissioni hanno a disposizione 45 punti, quindici per ciascuno di essi. La sufficienza è fissata a dieci punti. Gli esiti sono comunicati al termine delle correzioni. Poi hanno inizio i colloqui, sulla base dell’ordine alfabetico. La prova orale viene valutata con un massimo di 30 punti. Il punteggio complessivo, che può arrivare a 100, si ottiene aggiungendo i punti del credito scolastico (fino a 25), che si calcolano sulla base delle medie dei voti conseguiti negli scrutini dell’ultimo triennio. Le commissioni possono attribuire da 1 a 5 punti di bonus ai candidati che hanno meritato almeno 70 sommando i punteggi degli scritti e del colloquio e che hanno un credito minimo di 15 punti. Il bonus viene utilizzato per portare a 100 chi arriverebbe a 95-99. La lode è prevista nei casi di eccellenza.
Il compito di esaminarli spetterà a 91 commissioni, a ciascuna delle quali sono affidate due classi. Le compongono un presidente, scelto fra dirigenti scolastici e professori di maggiore anzianità, e da sei commissari, tre esterni e tre interni. Oggi si svolgerà la prima prova di Italiano, identica per tutte le scuole d’Italia, che consiste nello svolgimento, nel tempo massimo di sei ore, di un tema da scegliere fra i quattro (in realtà sette) formulati dal ministero e trasmessi questa mattina per via telematica ad ogni istituto. La traccia A propone l’analisi di un testo di poesia o letteratura. La traccia B riguarda la stesura di un saggio breve sulla base dei documenti forniti dal ministero. Si può scegliere fra l’ambito artistico-letterario (B1), il socio-economico (B2), lo storico-politico (B3) e il tecnico scientifico (B4). Vi sono poi le tracce C, di storia, e D, d’attualità. La seconda prova, domani, è diversa per ciascun indirizzo: latino per i licei classici, matematica per gli scientifici, prima lingua straniera per i linguistici, scienze umane per gli ex-magistrali, economia aziendale per gli ex-istituti per ragionieri, topografia per gli ex-geometri e altre discipline per i singoli indirizzi. Lunedì i candidati dovranno affrontare la terza prova che concerne quattro materie ed è composta da dieci-dodici quesiti a cui rispondere in tre ore. È l’unica prova formulata dalle singole commissioni, classe per classe, anziché dal ministero. Prova che sarà abolita dal 2019.
Per la valutazione degli scritti le commissioni hanno a disposizione 45 punti, quindici per ciascuno di essi. La sufficienza è fissata a dieci punti. Gli esiti sono comunicati al termine delle correzioni. Poi hanno inizio i colloqui, sulla base dell’ordine alfabetico. La prova orale viene valutata con un massimo di 30 punti. Il punteggio complessivo, che può arrivare a 100, si ottiene aggiungendo i punti del credito scolastico (fino a 25), che si calcolano sulla base delle medie dei voti conseguiti negli scrutini dell’ultimo triennio. Le commissioni possono attribuire da 1 a 5 punti di bonus ai candidati che hanno meritato almeno 70 sommando i punteggi degli scritti e del colloquio e che hanno un credito minimo di 15 punti. Il bonus viene utilizzato per portare a 100 chi arriverebbe a 95-99. La lode è prevista nei casi di eccellenza.
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