Muto arrestato per bancarotta
Altri guai per l’imprenditore, è anche nel processo Pesci con Bonferroni e Zobbi
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MANTOVA. Nuovi guai con la giustizia per il costruttore cutrese 54enne Antonio Muto.
L’imprenditore è noto a Reggio in quanto con due politici reggiani (Franco Bonferroni e Tarcisio Zobbi) ed altre quattro persone verrà processato a Roma per un troncone dell’inchiesta antimafia Pesci (l’indagine era partita in parallelo con Aemilia) che verte su un intreccio politico-imprenditoriale (corruzione in atti giudiziari è il reato più grave ipotizzato) che avrebbe avuto come piatto ricco la lottizzazione Lagocastello a ridosso del centro storico di Mantova.
Ora per Muto questa ulteriore tegola. Il Nucleo di polizia tributaria della Finanza di Mantova ha infatti eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dal procuratore Manuela Fasolato e dal sostituto procuratore Giacomo Pestelli, ed emessa dal gip Matteo Grimaldi. I reati contestati a Muto sono bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata ed operazioni dolose da falso in bilancio. «L’attività di indagine – scrivono le Fiamme Gialle – ha avuto origine dal fallimento della società “Le Costruzioni s.r.l.”, dichiarato nel giugno 2016, della quale Muto era stato socio e amministratore unico, e ha visto impegnati i militari nell’esecuzione di approfonditi e capillari accertamenti che hanno permesso di ricostruire compiutamente le intricate vicende della società, in particolar modo di mettere in luce l’esistenza di una corposa operazione finanziaria: Muto ha sottratto alle casse delle Costruzioni, fallita, 3 milioni e 878mila 750 euro». Dalle indagini è emerso che il gruzzolo era stato versato in favore della società “Lagocastello Immobiliare srl", l'altra società di cui Muto era socio e amministratore, per l'acquisto di alcune unità immobiliari ancora da costruire sulla lottizzazione dell’area sulla sponda sinistra del Mincio. Per i soldi versati non esiste la stipula di alcun patto scritto e, soprattutto, l'operazione immobiliare Lagocastello non è mai stata portata a termine. Muto aveva asservito totalmente le sorti della società “Le costruzioni s.r.l.” al soddisfacimento esclusivo degli interessi economici della Lagocastello che in questo modo, con i soldi incassati, poteva rientrare dai debiti con le banche.
L’imprenditore è noto a Reggio in quanto con due politici reggiani (Franco Bonferroni e Tarcisio Zobbi) ed altre quattro persone verrà processato a Roma per un troncone dell’inchiesta antimafia Pesci (l’indagine era partita in parallelo con Aemilia) che verte su un intreccio politico-imprenditoriale (corruzione in atti giudiziari è il reato più grave ipotizzato) che avrebbe avuto come piatto ricco la lottizzazione Lagocastello a ridosso del centro storico di Mantova.
Ora per Muto questa ulteriore tegola. Il Nucleo di polizia tributaria della Finanza di Mantova ha infatti eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dal procuratore Manuela Fasolato e dal sostituto procuratore Giacomo Pestelli, ed emessa dal gip Matteo Grimaldi. I reati contestati a Muto sono bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata ed operazioni dolose da falso in bilancio. «L’attività di indagine – scrivono le Fiamme Gialle – ha avuto origine dal fallimento della società “Le Costruzioni s.r.l.”, dichiarato nel giugno 2016, della quale Muto era stato socio e amministratore unico, e ha visto impegnati i militari nell’esecuzione di approfonditi e capillari accertamenti che hanno permesso di ricostruire compiutamente le intricate vicende della società, in particolar modo di mettere in luce l’esistenza di una corposa operazione finanziaria: Muto ha sottratto alle casse delle Costruzioni, fallita, 3 milioni e 878mila 750 euro». Dalle indagini è emerso che il gruzzolo era stato versato in favore della società “Lagocastello Immobiliare srl", l'altra società di cui Muto era socio e amministratore, per l'acquisto di alcune unità immobiliari ancora da costruire sulla lottizzazione dell’area sulla sponda sinistra del Mincio. Per i soldi versati non esiste la stipula di alcun patto scritto e, soprattutto, l'operazione immobiliare Lagocastello non è mai stata portata a termine. Muto aveva asservito totalmente le sorti della società “Le costruzioni s.r.l.” al soddisfacimento esclusivo degli interessi economici della Lagocastello che in questo modo, con i soldi incassati, poteva rientrare dai debiti con le banche.
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