A rischio la presenza della polizia postale E i reati aumentano
I parlamentari Pd chiedono una retromarcia del Viminale Vanna Iori: «In un anno a Reggio trattati ben 580 casi»
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REGGIO EMILIA. L’Emilia Romagna rischia di perdere i suoi cyberpoliziotti. Più d'uno dei presidi di polizia postale in Emilia Romagna è a rischio chiusura e Reggio Emilia non è certamente un’isola felice: la sezione reggiana conta oggi su solamente quattro poliziotti (contro gli otto di tre anni fa) e anche questi quattro potrebbero essere a rischio. E allora si muovono a Roma i parlamentari del Pd per chiedere una retromarcia del Viminale. Al ministro dell'Interno Marco Minniti si rivolgono i deputati reggiani del Pd Vanna Iori, Paolo Gandolfi e Maino Marchi: hanno depositato l’altro ieri alla Camera un'interpellanza per esprimere il proprio dissenso all'operazione. «Nonostante il continuo incremento dei reati perpetrati tramite il web – si legge nell'atto – in Emilia Romagna verranno chiuse cinque sezioni su sette e ben 35 dipendenti specializzatisi da almeno un decennio con indagini e corsi di aggiornamento, verranno destinati ad un non ancora noto tipo di servizio che potrebbe anche non aver nulla a che fare con i reati informatici».
Va nello stesso senso l’interrogazione presentata da Vanna Iori: «La risposta fornita dal viceministro all’Interno Filippo Bubbico – commenta Iori – è positiva e rende evidente l’impegno del governo ad avviare una riflessione attenta in merito al piano di ristrutturazione che interesserà anche la nostra città e l’Emilia-Romagna». Ma non è il caso di abbassare la guardia. «Nella mia interrogazione – spiega la deputata – avevo chiesto al governo delucidazioni in merito al paventato piano di riduzione dei presidi della Polizia postale. Non si comprende come mai alcune città debbano avere un ufficio della polizia postale e altre no. In particolare in Emilia-Romagna dovrebbero essere chiuse 5 sezioni su 7 e ben 35 dipendenti specializzatisi da almeno un decennio, con indagini e corsi di aggiornamento, verrebbero destinati a un non ancora noto tipo di servizio che potrebbe anche non aver nulla a che fare con i reati informatici. Non appare plausibile, inoltre, pensare a una ripartizione territoriale con una sezione per l’Emilia e una per la Romagna, perché in realtà non potranno essere variate le competenze territoriali per i moltissimi reati compiuti tramite il web: pertanto i cittadini di Parma avranno un ufficio specializzato su indagini di tale tipo a differenza di quelli di Reggio o di Modena». «La sezione di Reggio Emilia – prosegue Vanna Iori – nonostante l’ormai esiguo numero di dipendenti ha comunque trattato nel 2016 ben 580 fascicoli di indagine e denunciato 100 persone. Riceve inoltre quotidianamente decine di telefonate e mail da cittadini incappati in truffe, estorsioni, frodi informatiche, attacchi di virus, problematiche con i social network, smistate molte volte dalla Questura o dalle stazioni dei Carabinieri, alle quali viene fornita sempre una risposta esaustiva anche per aumentare il senso di sicurezza dei cittadini».
Va nello stesso senso l’interrogazione presentata da Vanna Iori: «La risposta fornita dal viceministro all’Interno Filippo Bubbico – commenta Iori – è positiva e rende evidente l’impegno del governo ad avviare una riflessione attenta in merito al piano di ristrutturazione che interesserà anche la nostra città e l’Emilia-Romagna». Ma non è il caso di abbassare la guardia. «Nella mia interrogazione – spiega la deputata – avevo chiesto al governo delucidazioni in merito al paventato piano di riduzione dei presidi della Polizia postale. Non si comprende come mai alcune città debbano avere un ufficio della polizia postale e altre no. In particolare in Emilia-Romagna dovrebbero essere chiuse 5 sezioni su 7 e ben 35 dipendenti specializzatisi da almeno un decennio, con indagini e corsi di aggiornamento, verrebbero destinati a un non ancora noto tipo di servizio che potrebbe anche non aver nulla a che fare con i reati informatici. Non appare plausibile, inoltre, pensare a una ripartizione territoriale con una sezione per l’Emilia e una per la Romagna, perché in realtà non potranno essere variate le competenze territoriali per i moltissimi reati compiuti tramite il web: pertanto i cittadini di Parma avranno un ufficio specializzato su indagini di tale tipo a differenza di quelli di Reggio o di Modena». «La sezione di Reggio Emilia – prosegue Vanna Iori – nonostante l’ormai esiguo numero di dipendenti ha comunque trattato nel 2016 ben 580 fascicoli di indagine e denunciato 100 persone. Riceve inoltre quotidianamente decine di telefonate e mail da cittadini incappati in truffe, estorsioni, frodi informatiche, attacchi di virus, problematiche con i social network, smistate molte volte dalla Questura o dalle stazioni dei Carabinieri, alle quali viene fornita sempre una risposta esaustiva anche per aumentare il senso di sicurezza dei cittadini».
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