inchiesta sui carburanti
Accise evase, accolto il ricorso Bertolini non è più agli arresti
REGGIO EMILIA. Colpo di scena non indifferente nell’inchiesta che collega l’Emilia al Meridione ed ha come accusa l’associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di carburante (gasolio sul...
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Colpo di scena non indifferente nell’inchiesta che collega l’Emilia al Meridione ed ha come accusa l’associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di carburante (gasolio sul quale non venivano pagate tutte le accise).
Forniture che hanno portato agli arresti domiciliari Luigi Bertolini, 61 anni, della “Bertolini Carburanti spa”, azienda del settore con sede a Reggio Emilia. L’imprenditore è accusato insieme ad altri di aver sottratto gasolio agricolo all’accertamento e al pagamento dell’accisa, destinandolo a usi soggetti a maggiore imposta, avvalendosi di fatture per operazioni inesistenti.
Ma ieri il Riesame di Catanzaro ha accolto totalmente il ricorso presentato dall’avvocato difensore Liborio Cataliotti, liberando immediatamente l’imprenditore. La difesa ha provato come il carburante fosse stato acquistato alla “Bertolini” dal calabrese 45enne Vincenzo Albanese che poi nel documento di trasporto indicava il destinatario. Vendita del gasolio che avveniva a Reggio a prezzo congruo e con l’accise giusta, in quanto per la ditta il citato Albanese era l’acquirente ultimo. L’azienda reggiana era all’oscuro che durante il trasporto quel carburante cambiasse destinazione. «La buona fede di Bertolini – rimarca l’avvocato Cataliotti – si coglie nettamente dalle intercettazioni, quando cioè l’imprenditore chiama la moglie di Albanese che lo tiene all’oscuro dell’arresto, dicendo solo che il marito ha dei problemi di salute. Ora davanti all’accoglimento totale del ricorso e l’annullamento dell’ordinanza, chiederemo al più presto l’archiviazione della posizione di Bertolini da questa inchiesta in cui proprio non c’entra».
Forniture che hanno portato agli arresti domiciliari Luigi Bertolini, 61 anni, della “Bertolini Carburanti spa”, azienda del settore con sede a Reggio Emilia. L’imprenditore è accusato insieme ad altri di aver sottratto gasolio agricolo all’accertamento e al pagamento dell’accisa, destinandolo a usi soggetti a maggiore imposta, avvalendosi di fatture per operazioni inesistenti.
Ma ieri il Riesame di Catanzaro ha accolto totalmente il ricorso presentato dall’avvocato difensore Liborio Cataliotti, liberando immediatamente l’imprenditore. La difesa ha provato come il carburante fosse stato acquistato alla “Bertolini” dal calabrese 45enne Vincenzo Albanese che poi nel documento di trasporto indicava il destinatario. Vendita del gasolio che avveniva a Reggio a prezzo congruo e con l’accise giusta, in quanto per la ditta il citato Albanese era l’acquirente ultimo. L’azienda reggiana era all’oscuro che durante il trasporto quel carburante cambiasse destinazione. «La buona fede di Bertolini – rimarca l’avvocato Cataliotti – si coglie nettamente dalle intercettazioni, quando cioè l’imprenditore chiama la moglie di Albanese che lo tiene all’oscuro dell’arresto, dicendo solo che il marito ha dei problemi di salute. Ora davanti all’accoglimento totale del ricorso e l’annullamento dell’ordinanza, chiederemo al più presto l’archiviazione della posizione di Bertolini da questa inchiesta in cui proprio non c’entra».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
