Azienda distrutta da un cortocircuito
di Paolo Ruini
Indagini sul rogo di Castellarano: nella falegnameria, dove lavorano nove persone, danni per almeno un milione
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CASTELLARANO. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta notte e fino a ieri mattina per spegnere definitivamente le fiamme che hanno distrutto la falegnameria “Cavani Marco” ed accertarsi che non ci fossero più braci accese. Mentre i carabinieri della stazione di Castellarano sono rimasti impegnati a lungo per garantire la sicurezza e regolare la viabilità.
Ieri pomeriggio tre vigili del fuoco del Nucleo di polizia giudiziaria di Reggio hanno eseguito i primi sopralluoghi per individuare le cause del rogo.
L’ipotesi è quella di un cortocircuito partito dagli uffici, ma gli accertamenti sono appena agli inizi. Al momento non è stato trovato alcun elemento che possa supportare l’ipotesi del dolo.
L’incendio si è sviluppato poco dopo 20 martedì sera in via Cimabue 45 nel villaggio artigianale di Tressano di Castellarano. In pochi minuti il rogo si è ampliato con una velocità impressionante a causa del caldo di questi giorni e dei materiali legnosi che vengono utilizzati nel processo di lavorazione dei mobili e degli arredi fatti su misura.
Centinaia di persone, persino famiglie con i bambini, hanno assistito per ore al lavoro incessante dei vigili del fuoco che con le autobotti facevano la spola per alimentare le squadre antincendio provenienti dalle province di Reggio e Modena.
Nella lotta con il fuoco i pompieri sono riusciti a limitare i danni al capannone di fianco a dove si è sviluppato l’incendio mentre per quello interessato i danni sono ingentissimi.
La “Falegnameria Cavani Marco” è molto conosciuta a Castellarano e nella valle del Secchia perché lavora da oltre trent’anni e realizza mobili su misura con i relativi arredi.
Nell’incendio causato molto probabilmente da un corto circuito sono andati distrutti i macchinari per la lavorazione del legno oltre alle materia prime per la realizzazione degli arredi, inoltre vi sono i danni al capannone, le cui strutture comunque pare abbiano retto abbastanza bene.
I danni devono ancora essere quantificati ma superano le centinaia di migliaia di euro se non quasi un milione.
La falegnameria ha nove dipendenti, che ora sono in attesa di capire quale sarà il loro futuro e quanto tempo ci vorrà per riprendere le attività.
GUARDA LA FOTOGALLERYE I VIDEO E COMMENTAWWW.GAZZETTADIREGGIO.IT
Ieri pomeriggio tre vigili del fuoco del Nucleo di polizia giudiziaria di Reggio hanno eseguito i primi sopralluoghi per individuare le cause del rogo.
L’ipotesi è quella di un cortocircuito partito dagli uffici, ma gli accertamenti sono appena agli inizi. Al momento non è stato trovato alcun elemento che possa supportare l’ipotesi del dolo.
L’incendio si è sviluppato poco dopo 20 martedì sera in via Cimabue 45 nel villaggio artigianale di Tressano di Castellarano. In pochi minuti il rogo si è ampliato con una velocità impressionante a causa del caldo di questi giorni e dei materiali legnosi che vengono utilizzati nel processo di lavorazione dei mobili e degli arredi fatti su misura.
Centinaia di persone, persino famiglie con i bambini, hanno assistito per ore al lavoro incessante dei vigili del fuoco che con le autobotti facevano la spola per alimentare le squadre antincendio provenienti dalle province di Reggio e Modena.
Nella lotta con il fuoco i pompieri sono riusciti a limitare i danni al capannone di fianco a dove si è sviluppato l’incendio mentre per quello interessato i danni sono ingentissimi.
La “Falegnameria Cavani Marco” è molto conosciuta a Castellarano e nella valle del Secchia perché lavora da oltre trent’anni e realizza mobili su misura con i relativi arredi.
Nell’incendio causato molto probabilmente da un corto circuito sono andati distrutti i macchinari per la lavorazione del legno oltre alle materia prime per la realizzazione degli arredi, inoltre vi sono i danni al capannone, le cui strutture comunque pare abbiano retto abbastanza bene.
I danni devono ancora essere quantificati ma superano le centinaia di migliaia di euro se non quasi un milione.
La falegnameria ha nove dipendenti, che ora sono in attesa di capire quale sarà il loro futuro e quanto tempo ci vorrà per riprendere le attività.
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