«Ciclisti bloccati a Bocco per un disguido»
Casina: Comune e Pro Marola sulla gara fermata dalla corsa delle auto: «Errore di comunicazione»
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CARPINETI. Dopo la grande tensione scoppia la pace tra Casina e Marola. La diatriba per quanto accaduto domenica scorsa, a causa del blocco mattutino della statale 63, non solo è rientrata ma sembra aver fatto nascere un’alleanza per gestire in maniera più coordinata gli eventi del territorio. I ciclisti della “Festa del pedale” sono rimasti bloccati dallo “Slalom automobilistico Bocco-Casina” per un disguido di comunicazione. Un fatto a cui si cercherà di ovviare in futuro con una piattaforma web che permetta una chiaro e rapido scambio di informazioni.
Domenica scorsa, dalle 9 alle 13, molti ciclisti diretti a Marola per la biciclettata, sono stati bloccati dalla chiusura della strada per il contemporaneo slalom automobilistico. L’ostacolo, soprattutto per chi proveniva da Reggio e dai paesi di pianura, ha costretto a percorsi e destinazioni alternative molti cicloamatori. Un fatto che ha inciso sull’affluenza di ciclisti all’evento organizzato dalla pro loco di Marola.
«Le inevitabili polemiche sull’accaduto hanno suggerito un immediato incontro tra i responsabili delle due manifestazioni, entrambe fornite di regolari autorizzazioni, per i chiarimenti necessari e per ribadire piena collaborazione e amicizia tra il Comune di Casina e l’associazione turistica di Marola, impegnati entrambi nel medesimo sforzo promozionale a favore della montagna», scrivono in un comunicato congiunto Giorgio Leuratti per l’amministrazione di Casina e Vittorio Malvezzi per la Pro Marola.
«Si è convenuto che il disguido – spiegano – è dipeso dalla scarsa comunicazione tra i Comuni e le associazioni del territorio che, inconsapevolmente, organizzano eventi locali ignari di ciò che fa il vicino, potendo così causare ai colleghi sovrapposizioni e involontarie difficoltà, soprattutto quando gli eventi coinvolgono spazi pubblici, come le strade».
Chiarito quale sia stato il problema Leuratti e Malvezzi individuano una potenziale soluzione: «I firmatari del presente comunicato, si renderanno promotori presso le amministrazioni della montagna, per la realizzazione di un registro on line dove pubblicare programmi e date di ogni evento, incluse possibili chiusure di tratti stradali».
Insomma una soluzione 2.0 per cercare di evitare disguidi e creare un servizio per tutto il territorio. «Se Comuni e associazioni turistiche riusciranno a unirsi e a operare in rete con maggiore trasparenza – è l’auspicio finale –, non solo eviteranno le problematiche descritte, ma offriranno al territorio un servizio prezioso con ripercussioni vantaggiose anche oltre provincia». (g.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Domenica scorsa, dalle 9 alle 13, molti ciclisti diretti a Marola per la biciclettata, sono stati bloccati dalla chiusura della strada per il contemporaneo slalom automobilistico. L’ostacolo, soprattutto per chi proveniva da Reggio e dai paesi di pianura, ha costretto a percorsi e destinazioni alternative molti cicloamatori. Un fatto che ha inciso sull’affluenza di ciclisti all’evento organizzato dalla pro loco di Marola.
«Le inevitabili polemiche sull’accaduto hanno suggerito un immediato incontro tra i responsabili delle due manifestazioni, entrambe fornite di regolari autorizzazioni, per i chiarimenti necessari e per ribadire piena collaborazione e amicizia tra il Comune di Casina e l’associazione turistica di Marola, impegnati entrambi nel medesimo sforzo promozionale a favore della montagna», scrivono in un comunicato congiunto Giorgio Leuratti per l’amministrazione di Casina e Vittorio Malvezzi per la Pro Marola.
«Si è convenuto che il disguido – spiegano – è dipeso dalla scarsa comunicazione tra i Comuni e le associazioni del territorio che, inconsapevolmente, organizzano eventi locali ignari di ciò che fa il vicino, potendo così causare ai colleghi sovrapposizioni e involontarie difficoltà, soprattutto quando gli eventi coinvolgono spazi pubblici, come le strade».
Chiarito quale sia stato il problema Leuratti e Malvezzi individuano una potenziale soluzione: «I firmatari del presente comunicato, si renderanno promotori presso le amministrazioni della montagna, per la realizzazione di un registro on line dove pubblicare programmi e date di ogni evento, incluse possibili chiusure di tratti stradali».
Insomma una soluzione 2.0 per cercare di evitare disguidi e creare un servizio per tutto il territorio. «Se Comuni e associazioni turistiche riusciranno a unirsi e a operare in rete con maggiore trasparenza – è l’auspicio finale –, non solo eviteranno le problematiche descritte, ma offriranno al territorio un servizio prezioso con ripercussioni vantaggiose anche oltre provincia». (g.b.)
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