Compromessa la struttura del capannone
di Adriano Arati
Il sindaco Zanni ha firmato un’ordinanza di inagibilità. I lavori di messa in sicurezza saranno lunghi
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CASTELLARANO. Non è ovviamente agibile il capannone che ospitava la falegnameria Cavani distrutta dal rogo di martedì notte.
Nel pomeriggio di ieri il Comune di Castellarano ha emanato l’ordinanza ufficiale di non agibilità per la parte dell’edificio coinvolta in prima battuta, dopo aver ricevuto il referto dei vigili del fuoco con un riassunto dell’intervento e dei danni già palesi.
Il sindaco Giorgio Zanni, arrivato in via Cimabue poco dopo l'avvio dell'incendio e rimasto sino a dopo a mezzanotte, ha firmato il provvedimento e anche nella giornata di ieri tecnici e amministratori sono rimasti in contatto con la proprietà della falegnameria.
Il capannone è stato intaccato in profondità, attrezzi, materie prime e prodotti di lavorazione – in gran parte materiale infiammabile – si è consumato nelle potentissime fiamme che hanno bruciato sino a metà notte e ci sono anche molti dubbi sulle possibilità di recupero della struttura. Prima di poterla riutilizzare, ad ogni modo, sarà necessario realizzare una serie di interventi di messa in sicurezza che dovranno poi essere certificati da un tecnico, e solo a quel punto il provvedimento di inagibilità potrà essere rimosso. Non vi sono invece danni particolari agli altri edifici in zona. La falegnameria si trova in un grande capannone diviso in due, la seconda parte non è al momento occupata, dovrebbe ospitare in futuro un’attività ma per adesso il capannone è vuoto.
Il grande muro divisorio fra le due aree ha retto, nella parete vi sono diverse crepe e spaccature, anche qui dovranno essere fatte delle verifiche strutturali. Non vi sono questioni urgenti di agibilità, però, visto che si parla di una porzione appunto inutilizzata. Le fiamme hanno rischiato di allargarsi anche al vicino laboratorio di stampa su ceramica, senza però lambire l'edificio: un pesante muro in cemento ha funzionato da barriera, offrendo poco “carburante” all'incendio. La completa assenza di danni ha permesso di continuare il lavoro senza particolari problemi, se non il via vai di mezzi dalla vicina falegnameria.
Nel pomeriggio di ieri il Comune di Castellarano ha emanato l’ordinanza ufficiale di non agibilità per la parte dell’edificio coinvolta in prima battuta, dopo aver ricevuto il referto dei vigili del fuoco con un riassunto dell’intervento e dei danni già palesi.
Il sindaco Giorgio Zanni, arrivato in via Cimabue poco dopo l'avvio dell'incendio e rimasto sino a dopo a mezzanotte, ha firmato il provvedimento e anche nella giornata di ieri tecnici e amministratori sono rimasti in contatto con la proprietà della falegnameria.
Il capannone è stato intaccato in profondità, attrezzi, materie prime e prodotti di lavorazione – in gran parte materiale infiammabile – si è consumato nelle potentissime fiamme che hanno bruciato sino a metà notte e ci sono anche molti dubbi sulle possibilità di recupero della struttura. Prima di poterla riutilizzare, ad ogni modo, sarà necessario realizzare una serie di interventi di messa in sicurezza che dovranno poi essere certificati da un tecnico, e solo a quel punto il provvedimento di inagibilità potrà essere rimosso. Non vi sono invece danni particolari agli altri edifici in zona. La falegnameria si trova in un grande capannone diviso in due, la seconda parte non è al momento occupata, dovrebbe ospitare in futuro un’attività ma per adesso il capannone è vuoto.
Il grande muro divisorio fra le due aree ha retto, nella parete vi sono diverse crepe e spaccature, anche qui dovranno essere fatte delle verifiche strutturali. Non vi sono questioni urgenti di agibilità, però, visto che si parla di una porzione appunto inutilizzata. Le fiamme hanno rischiato di allargarsi anche al vicino laboratorio di stampa su ceramica, senza però lambire l'edificio: un pesante muro in cemento ha funzionato da barriera, offrendo poco “carburante” all'incendio. La completa assenza di danni ha permesso di continuare il lavoro senza particolari problemi, se non il via vai di mezzi dalla vicina falegnameria.
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