La traccia sui robot scatena l’entusiasmo
Dal “Pascal” al “Secchi”, tutti attratti dalle tecnologie: «Andrebbero studiate già alle elementari»
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REGGIO EMILIA. Le macchine sostituiranno l’uomo? Non è sicuro. Quel che è certo che la traccia su robot e futuro piace molto agli studenti che hanno affrontato la prima prova degli esami di maturità 2017. Nel polo di via Makallè la traccia d’italiano diventa quasi un plebiscito.
A cominciare dall’istituto d’istruzione superiore Pascal. Più che qualcosa sull’argomento scelto, alle studentesse e agli studenti che escono dalla scuola si può chiedere se le tecnologie “pensioneranno” il lavoro umano. «Le macchine avranno molta importanza nella nostra vita – presagisce Asia Codeluppi – ma non sostituiranno totalmente l’uomo». «L’uomo non rimarrà più nel mondo del lavoro – ribatte Lorenzo Trifoglio – e potrà tornare a lavorare nelle fabbriche soltanto in un secondo momento». «La macchina può rimpiazzare l’uomo in contesti pericolosi – riprende Marcello Aprea – e serve più conoscenza: le tecnologie andrebbero studiate già dalle elementari». I tre hanno sviluppato progetti tecnologici anche per le tesine. Asia ha creato con i compagni «una macchina artificiale intelligente che si muove nello spazio e reagisce nell’ambiente». Lorenzo ha realizzato «un sistema che permette a un motociclista di controllare vari parametri di una moto». Marcello ha ideato «una sorta di tour in tre dimensioni con cui le persone possono visitare il primo piano della scuola».
La traccia su robot e futuro piace molto anche all’istituto tecnico Secchi. «Ci sono due ipotesi – interviene Matteo Nicosia – l’una prevede l’integrazione delle macchine, l’altra la sostituzione all’uomo e la perdita dei posti di lavoro. Io vedo l’aspetto positivo della tecnologia». Il giovane ha fatto una tesina sull’architettura del 1900 perché sogna di entrare in Ingegneria civile.
Sono variamente preoccupati per le prove scritte, mentre appaiono più sereni per l’esame orale. Del legame tra progresso e tecnologie s’è occupato il compagno di scuola Matteo Romeo. «Il tema è molto attuale – sottolinea il maturando – e mi ritrovavo molto nel contenuto della traccia». Lo studente ha già pronto un “piano” dopo la maturità. «Ho preparato un tesina sulla ruralità, il ritorno alle origini – commenta il giovane – perché in un momento di boom tecnologico ed economico i valori della tradizione si stanno perdendo. Ho creato un progetto di agriturismo che è riuscito bene ed è piaciuto anche ai professori: magari si potrebbe fare in futuro».
Chi non sa ancora cosa fare dopo la maturità è Matteo Morini, studente del Bus Pascal. «Ho affrontato il tema del progresso – rivela il giovane – ovvero come il progresso influenza la società nella storia. Sono abbastanza sereno per le prove scritte, ma mi spaventa l’orale. Alla fine, abbiamo fatto tante simulazioni durante tutto l’anno. Nella tesina ho parlato di ambiente e di alimentazione. Devo decidere cosa fare nel mio futuro. Non so cosa farò, ma non mi vedo nell’esercito e neppure in medicina, in politica e in economia».(g.f.)
A cominciare dall’istituto d’istruzione superiore Pascal. Più che qualcosa sull’argomento scelto, alle studentesse e agli studenti che escono dalla scuola si può chiedere se le tecnologie “pensioneranno” il lavoro umano. «Le macchine avranno molta importanza nella nostra vita – presagisce Asia Codeluppi – ma non sostituiranno totalmente l’uomo». «L’uomo non rimarrà più nel mondo del lavoro – ribatte Lorenzo Trifoglio – e potrà tornare a lavorare nelle fabbriche soltanto in un secondo momento». «La macchina può rimpiazzare l’uomo in contesti pericolosi – riprende Marcello Aprea – e serve più conoscenza: le tecnologie andrebbero studiate già dalle elementari». I tre hanno sviluppato progetti tecnologici anche per le tesine. Asia ha creato con i compagni «una macchina artificiale intelligente che si muove nello spazio e reagisce nell’ambiente». Lorenzo ha realizzato «un sistema che permette a un motociclista di controllare vari parametri di una moto». Marcello ha ideato «una sorta di tour in tre dimensioni con cui le persone possono visitare il primo piano della scuola».
La traccia su robot e futuro piace molto anche all’istituto tecnico Secchi. «Ci sono due ipotesi – interviene Matteo Nicosia – l’una prevede l’integrazione delle macchine, l’altra la sostituzione all’uomo e la perdita dei posti di lavoro. Io vedo l’aspetto positivo della tecnologia». Il giovane ha fatto una tesina sull’architettura del 1900 perché sogna di entrare in Ingegneria civile.
Sono variamente preoccupati per le prove scritte, mentre appaiono più sereni per l’esame orale. Del legame tra progresso e tecnologie s’è occupato il compagno di scuola Matteo Romeo. «Il tema è molto attuale – sottolinea il maturando – e mi ritrovavo molto nel contenuto della traccia». Lo studente ha già pronto un “piano” dopo la maturità. «Ho preparato un tesina sulla ruralità, il ritorno alle origini – commenta il giovane – perché in un momento di boom tecnologico ed economico i valori della tradizione si stanno perdendo. Ho creato un progetto di agriturismo che è riuscito bene ed è piaciuto anche ai professori: magari si potrebbe fare in futuro».
Chi non sa ancora cosa fare dopo la maturità è Matteo Morini, studente del Bus Pascal. «Ho affrontato il tema del progresso – rivela il giovane – ovvero come il progresso influenza la società nella storia. Sono abbastanza sereno per le prove scritte, ma mi spaventa l’orale. Alla fine, abbiamo fatto tante simulazioni durante tutto l’anno. Nella tesina ho parlato di ambiente e di alimentazione. Devo decidere cosa fare nel mio futuro. Non so cosa farò, ma non mi vedo nell’esercito e neppure in medicina, in politica e in economia».(g.f.)
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