IL CASO dei pioppi al parco martiri
Legambiente chiede il ripristino dei fusti danneggiati a Sesso
dI Gabriele Farina
REGGIO EMILIA. «Chiederemo il ripristino delle piante danneggiate». Legambiente Reggio Emilia interviene sul caso dei pioppi abbattuti al parco Martiri di Villa Sesso. Il 14 giugno una squadra...
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REGGIO EMILIA. «Chiederemo il ripristino delle piante danneggiate». Legambiente Reggio Emilia interviene sul caso dei pioppi abbattuti al parco Martiri di Villa Sesso. Il 14 giugno una squadra autorizzata dal Comune (proprietario del terreno) sarebbe dovuta intervenire abbattendo un’unica pianta, perché giudicata «pericolosa e malata» dal Consorzio Fitosanitario. «C’eravamo anche noi – racconta Massimo Becchi, presidente di Legambiente Reggio Emilia – e abbiamo visto la ditta autorizzata dal Comune entrare in azione, in presenza di agenti della Polizia Municipale che davano una mano a trasportare i tronchi. C’era un unico pioppo da abbattere, poi i tecnici sono intervenuti anche sull’altro».
Il fatto che fosse uno l’albero da abbattere lo si evince dal comunicato stampa ufficiale, dalle dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente Mirko Tutino e del perito agronomo del Consorzio Andrea Catellani, responsabile del progetto Difesa del verde ornamentale. Tuttavia, qualcosa non è andato come previsto. Il consigliere Norberto Vaccari (Movimento 5 Stelle) aveva lanciato l’allarme, quantificando in “ventisette” le piante danneggiate dai lavori.
L’assessore Tutino ha promesso interventi su chi ha agito fuori dall’autorizzazione, se confermate le responsabilità. «Chiederemo che siano ripristinate le piante più piccole – aggiunge Becchi – perché sono state danneggiate dai rami che sono caduti dal secondo pioppo». Per Legambiente, in ogni caso, sono stati sbagliati i tempi. «L’operazione era stata autorizzata già dallo scorso anno – conferma il presidente – tra i mesi di ottobre e di novembre. Se si fosse intervenuto allora si sarebbero danneggiate meno le altre piante. L’altro pioppo, inoltre, doveva essere lasciato lì dov’era».
A complicare la vicenda c’è la segnalazione fatta da una neo-residente che chiedeva al Comune d’intervenire «per due potature». La donna ci ha spiegato di aver parlato con un agronomo, che le avrebbe detto che entrambe sarebbero state da abbattere. «In generale, c’è una fobia verso le piante alte», conclude Becchi.
Il fatto che fosse uno l’albero da abbattere lo si evince dal comunicato stampa ufficiale, dalle dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente Mirko Tutino e del perito agronomo del Consorzio Andrea Catellani, responsabile del progetto Difesa del verde ornamentale. Tuttavia, qualcosa non è andato come previsto. Il consigliere Norberto Vaccari (Movimento 5 Stelle) aveva lanciato l’allarme, quantificando in “ventisette” le piante danneggiate dai lavori.
L’assessore Tutino ha promesso interventi su chi ha agito fuori dall’autorizzazione, se confermate le responsabilità. «Chiederemo che siano ripristinate le piante più piccole – aggiunge Becchi – perché sono state danneggiate dai rami che sono caduti dal secondo pioppo». Per Legambiente, in ogni caso, sono stati sbagliati i tempi. «L’operazione era stata autorizzata già dallo scorso anno – conferma il presidente – tra i mesi di ottobre e di novembre. Se si fosse intervenuto allora si sarebbero danneggiate meno le altre piante. L’altro pioppo, inoltre, doveva essere lasciato lì dov’era».
A complicare la vicenda c’è la segnalazione fatta da una neo-residente che chiedeva al Comune d’intervenire «per due potature». La donna ci ha spiegato di aver parlato con un agronomo, che le avrebbe detto che entrambe sarebbero state da abbattere. «In generale, c’è una fobia verso le piante alte», conclude Becchi.
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