Gazzetta di Reggio

Reggio

«Peccato per il mio pannello bruciato» 

di Gabriele Farina
«Peccato per il mio pannello bruciato» 

Una studentessa del Chierici si consola dopo l’incendio: «Per la terza prova porterò un abito che si è salvato dalle fiamme» 

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REGGIO EMILIA. «Con il foglio di carta e la penna non c’è il tempo di pensare ad altro»: questa è la parola d’ordine. Sono scattati ieri gli esami di maturità per 3.634 studentesse e studenti reggiani. Hanno dovuto posare i cellulari, mettere sul banco i dizionari e scoprire le tracce riservate loro dal ministero dell’Istruzione.

Potevano scegliere un’analisi testuale di una poesia di Giorgio Caproni, analizzare il periodo storico tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, affrontare il legame tra robot e lavoro o l’ambivalente ruolo della natura (minaccia o idillio) in campo artistico, esaminare i disastri e la ricostruzione sul versante politico. Un tema molto vicino alla nostra terra, ma molto lontano dalle scelte delle studentesse e degli studenti intervistati.

Il viaggio tra i maturandi parte dal liceo artistico Chierici, in cui la concentrazione sul presente è massima. «L’incendio è un pensiero che ci ha accompagnato per un po’ – rivela Elena Beltrami, studentessa che ha scelto la traccia artistico-letteraria – ma poi si guarda avanti. Con il foglio di carta e la penna non c’è il tempo di pensare ad altro: la maturità ti coinvolge completamente». Elena teme la terza prova e ha preparato una tesina sui pregiudizi. Un abito che porterà all’esame s’è salvato dal rogo del 7 giugno, ma qualcosa è andato perduto. Era un pannello, realizzato per un progetto condiviso, in cui la studentessa aveva scritto la frase “Essere sé stessi è una virtù esclusiva dei bambini, dei matti e dei solitari” di Fabrizio De André. Elena, tuttavia, preferisce pensare agli esami e al futuro: «Mi spaventano la terza prova e l’orale: sarà dura. Ho preparato una tesina sui pregiudizi: c’è molto da dire e spero che 15 minuti bastino. Poi mi vedo molto in ambito artistico, perché questa scuola mi ha fatto crescere molto».

Si concentrano sulla maturità anche i compagni Cecilia Bassi e Antonio Iurlaro. «Ho scelto il tema generale – spiega la prima – e non è stato difficile, a parte il fatto che ci ho dovuto pensare un po’ perché in classe non ne avevamo parlato molto. Ora temo la terza prova perché ci sono quattro materie in tre ore. Ho preparato una mappa concettuale sul benessere collettivo e individuale. Il mio futuro? Non penso oltre a settembre». «Forse m’iscriverò ad Architettura all’Università di Parma – ribadisce il secondo – ma ancora devo decidere. Ho scelto il tema sul lavoro e spero sia andata bene: temevo soprattutto la prima prova perché non mi piace molto la letteratura».

Ci spostiamo all’istituto tecnico Scaruffi-Levi-Città del Tricolore e troviamo Matteo De Pellegrin molto soddisfatto della sua prova. «Ho scelto la traccia sul lavoro – conferma il giovane, che guarda più al lavoro che all’università – perché avevo tante idee e avevo analizzato il tema anche nella tesina. Con la seconda prova inizierà la vera tensione». Un giudizio sottoscritto da Sabrina Sarcone. «La prova era tra le più facili in assoluto – commenta la maturanda, che ha scelto il tema su robot e lavoro – ma ora mi preoccupa la seconda prova». Appare sereno Kevin Brenno Iori, anche lui reduce dalla traccia su robot e lavoro: «Mi è sempre piaciuto scrivere articoli – dice lo studente – e trattare l’avanzamento della tecnologia. Quanto all’esame bisogna stare attenti a non farsi prendere troppo dall’ansia per non sbagliare la prova. Abbiamo studiato tutto l’anno in vista di questo momento».



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