Gazzetta di Reggio

Reggio

A Reggio Emilia risorse idriche agli sgoccioli

di Adriano Arati
A Reggio Emilia risorse idriche agli sgoccioli

La Val d’Enza ormai è a secco mentre il Secchia regge ancora. La nostra agricoltura è allo stremo delle forze

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA . L’emergenza acqua avanza verso la sua fase più acuta, con Reggio per ora appena ai lati dall’epicentro della crisi. Il consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per le province di Piacenza e di Parma e deciso uno stanziamento di otto milioni e 650 mila euro. I corsi d’acqua e le riserve dei due territori sono al limite già da giorni, e in particolare nel piacentino ci sono grossissimi timori per il settore agricolo, con le colture di cereali e quelle di ortaggi in enorme sofferenza.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.15527208:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/siccita-a-reggio-emilia-il-crostolo-completamente-senz-acqua/77793/78207]]

La Regione Emilia-Romagna ha chiesto al governo lo stato di emergenza per tutto il proprio territorio di competenza, la questione dovrà essere discussa martedì prossimo. Ma ieri il governo Gentiloni ha accelerato i tempi per Piacenza e Parma. Il quadro reggiano per ora non è considerato così critico, ma questo non vuol dire che nella nostra provincia tutto sia sotto controllo. Anzi, come in mezzo Paese anche qui le risorse idriche sono ormai agli sgoccioli e basta una passeggiata per notare le sofferenze dei campi e dei boschi. A “salvare” la situazione rispetto alla vicina Parma è la presenza di un bacino ancora tutto sommato solido come quello del fiume Secchia, da cui è possibile attingere acqua per le esigenze della popolazione e per quelle dell’agricoltura.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.15527174:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.15527174:1652284740/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Il versante ovest, quello della vallata dell’Enza non a caso confinante con Parma, sta invece vivendo momenti duri, la possibilità di canalizzare acqua in questo momento è ai minimi termini. Già in condizioni normali il flusso è molto inferiore rispetto al bacino del Secchia, un inverno secco e un’estate torrida hanno dato le botte decisive. Adesso sono in arrivo provvedimenti straordinari, deroghe che permetteranno di accedere all’acqua dei fiumi, fra cui l’Enza, anche a costo di intaccare il deflusso minimo vitale, ovvero il limite di prelievo di liquido fissato per ogni corso d’acqua. Ieri mattina a Bologna in Regione si è tenuto un vertice operativo con le assessore all’Ambiente, Paola Gazzolo, e all’Agricoltura, Simona Caselli, i consorzi di bonifica, le associazioni di categoria dell’agricoltura, i gestori del servizio idrico integrato fra cui Iren e i rappresentanti di Atersir (Agenzia territoriale dell'Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti), ovvero gli amministratori pubblici eletti come rappresentanti dei vari territori per le questioni idriche. Si è discusso delle deroghe ai limiti di prelievo idrico, delle regole da rispettare per accedere a questa riserva con procedura semplificata.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.15527173:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.15527173:1652284740/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Si tratta ovviamente di eccezioni straordinarie dovute all’attuale quadro ambientale, con paletti rigidi e il vincolo di usare queste risorse solo per esigenze potabili o irrigue.

Una parte del provvedimento riguarda l’agenzia ambientale Arpa, deputata a dare il via libera alle concessioni dei prelievi idrici, per velocizzare le manovre anche su questo punto. La riunione bolognese ha quindi aperto le porte ai prelievi sull’Enza dalla traversa di Cerezzola di Canossa, sospesi invece nei giorni precedenti dall’Arpa perché le nuove pompature avevano portato a superare il limite del deflusso minimo vitale. Proprio su questa vicenda si era consumato uno scontro fra Arpa e il mondo agricolo, con al centro le sempre più scarse risorse disponibili per il vasto bacino dell’Enza, che comprende una parte corposa delle coltivazioni e degli allevamenti in terra reggiana e in terra parmense, colossi e realtà di eccellenza oggi alle prese con un quadro più che preoccupante.

«Senz’acqua si condanna la nostra agricoltura di qualità quindi per quanto sia poca, occorre continuare ad erogare quanto è possibile del liquido vitale», commenta Antenore Cervi, referente di Agrinsieme Reggio Emilia, il coordinamento che raggruppa Cia – Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri, Alleanza cooperative del settore agroalimentare. La chiusura dei canali di Cerezzola, per Cervi, «rischiava di mettere definitivamente ko le aziende agricole della val d'Enza».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.15527171:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.15527171:1652284740/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

L’incontro di ieri mattina a Bologna ha aperto la strada alle deroghe, ben accolte dagli agricoltori. «È poca l’acqua che fluisce dall’Enza, ma vitale per le produzioni agricole: sia per i prati stabili che forniscono i foraggi alle vacche da latte (da cui poi si trae il Parmigiano Reggiano), sia per la viticoltura, che già aveva subito i danni delle gelate di aprile, e che ora deve poter disporre di acqua per un minimo di irrigazione, in modo da salvare la futura produzione, che altrimenti sarebbe anch’essa compromessa».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google