Gazzetta di Reggio

Reggio

Banditi a mani nude rapinano 2mila euro 

di Ambra Prati
Banditi a mani nude rapinano 2mila euro 

Blitz con il volto coperto: perdono banconote per strada e fuggono. «Uno è corso tra i cortili, sembrava una lepre»

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SANT’ILARIO D’ENZA. Ennesimo colpo alle Poste di Calerno. Stavolta la banda di rapinatori, che hanno agito a mani nude, si è dovuta accontentare di duemila euro, perdendo alcune banconote per strada.

Il raid è avvenuto alle 10 di ieri mattina nell’ufficio di via Prampolini, dietro il monumento ai caduti dell’eccidio di Cantone (quindi non molto visibile dalla via Emilia), affacciato su un lato sulla campagna, situazione l’ideale per assicurarsi la fuga. All’interno dell’ufficio a quell’ora c’erano due cassiere e due clienti, tra i quali un pensionato.

Hanno fatto irruzione due banditi, coperti da passamontagna: le loro intenzioni erano evidenti, e non c’è stato bisogno né di armi, né di frasi intimidatorie per farsi consegnare il contenuto delle casse: poco meno di duemila euro. Arraffato il malloppo, i due hanno esitato di fronte alla cifra modesta, per poi desistere quando si sono resi conto della chiusura a tempo della cassaforte. Di fronte alle Poste c’è una palazzina: sopra appartamenti, al pianterreno una pizzeria e lo storico negozio di alimentari Salvarani. Il titolare, Carlo Salvarani, 58 anni, racconta: «È piombato in negozio un pensionato del paese, sulla settantina, molto spaventato. Ha riferito che era in corso una rapina e che lui era scappato. Mi ha chiesto di chiamare i carabinieri. Mi sono affacciato e ho visto una delle dipendenti al telefono: aveva già avvisato il 112». Solo allora il negoziante ha ricollegato quanto aveva visto pochi secondi prima: «Uno sconosciuto, che non ho visto in faccia, ha attraversato la strada, si è infilato nel cortile del civico 4 e ha scavalcato le recinzioni private sul retro. Era solo e correva come una lepre. Per terra, davanti alle Poste, erano disseminate alcune banconote perse dai banditi durante la fuga».

Le cassiere, ancora scosse, si sono chiuse nel silenzio, dopo aver affisso il cartello con scritto «Chiuso per rapina. Nella giornata odierna l’ufficio rimarrà chiuso per cause indipendenti da Poste Italiane, si prega la clientela di rivolgersi all’ufficio di Sant’Ilario».

Da quanto hanno ricostruito in seguito i carabinieri di Sant’Ilario – sentendo i testimoni e utilizzando i filmati delle telecamere interne che hanno ripreso l’azione criminale – i due hanno potuto contare su un “palo”, alla guida di un’utilitaria di colore grigio, parcheggiata verso l’interno, nella stessa direzione del fuggiasco. Subito è scattata la caccia ai rapinatori, condotta dagli uomini del maresciallo Zeoli. La descrizione dell’auto è stata diramata a tutte le caserme reggiane e parmensi, anche se la banda potrebbe aver usato il casello autostradale.

Le Poste di Calerno sono state prese di mira più volte: nell’aprile 2016 un bandito solitario con pistola giocattolo si fece consegnare 200 euro; nel 2013 un 46enne (poi arrestato) con casco in testa e armato di chiave inglese arraffò 500 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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