«Costretti a ritirare le medicine in taxi»
REGGIO EMILIA. Quattro mesi fa l’associazione delle farmacie private Federfarma regionale aveva espresso soddisfazione per la rimodulazione dell’accordo con la Regione, prorogato fino al 2018, che...
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REGGIO EMILIA. Quattro mesi fa l’associazione delle farmacie private Federfarma regionale aveva espresso soddisfazione per la rimodulazione dell’accordo con la Regione, prorogato fino al 2018, che aumenta del 50% il numero dei cittadini autorizzati a ritirare i farmaci salvavita nella farmacia sotto casa anzichè presso gli ospedali.
Il problema, però, non è risolto, riguardando tante persone anziane che risiedono in quartieri marginali o piccole località decentrate. Il presidente provinciale di Federfarma, Dante Baldini, e il segretario Giuseppe Delfini segnalano ai sindaci e all’azienda Fcr «le lamentele di numerosi pazienti che, per l’approvvigionamento delle medicine, devono recarsi alla farmacia ospedaliera».
«Ci sono – spiegano – addirittura alcuni che sono costretti ad andarvi in taxi. Il nostro compito istituzionale ci obbliga a segnalare il disagio che devono subire i cittadini di questi territori». In effetti chiunque preferirebbe ritirare tutte le medicine nella farmacia più vicina, privata o comunale, che per giunta ha orari d’apertura molto più lunghi e comodi rispetto alle lontane farmacie ospedaliere.
Questo sistema, che ha dei costi pubblici aggiuntivi, secondo Federfarma sarebbe un’ancora di salvataggio per tanti esercizi minacciati di chiusura. «È cosa nota la situazione economica, vicina al tracollo, delle farmacie comunali. Per quanto riguarda quelle private, il farmacista titolare più che lamentarsi con noi e sopravvivere tirando la cinghia non può fare. Prima o poi farà la fine di alcune comunali e chiuderà». (l.s.)
Il problema, però, non è risolto, riguardando tante persone anziane che risiedono in quartieri marginali o piccole località decentrate. Il presidente provinciale di Federfarma, Dante Baldini, e il segretario Giuseppe Delfini segnalano ai sindaci e all’azienda Fcr «le lamentele di numerosi pazienti che, per l’approvvigionamento delle medicine, devono recarsi alla farmacia ospedaliera».
«Ci sono – spiegano – addirittura alcuni che sono costretti ad andarvi in taxi. Il nostro compito istituzionale ci obbliga a segnalare il disagio che devono subire i cittadini di questi territori». In effetti chiunque preferirebbe ritirare tutte le medicine nella farmacia più vicina, privata o comunale, che per giunta ha orari d’apertura molto più lunghi e comodi rispetto alle lontane farmacie ospedaliere.
Questo sistema, che ha dei costi pubblici aggiuntivi, secondo Federfarma sarebbe un’ancora di salvataggio per tanti esercizi minacciati di chiusura. «È cosa nota la situazione economica, vicina al tracollo, delle farmacie comunali. Per quanto riguarda quelle private, il farmacista titolare più che lamentarsi con noi e sopravvivere tirando la cinghia non può fare. Prima o poi farà la fine di alcune comunali e chiuderà». (l.s.)
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